venerdì 18 febbraio 2011

Il giorno della vittoria nell'Oceano Antartico

Captain Paul Watson and Malcolm Holland field media calls after the announcement is made. Photo: Barbara VeigaIl Capitano Paul Watson e Malcolm Holland rispondono alle chiamate dei media dopo l'annuncio.
Foto: Barbara Vei
È ufficiale: la flotta baleniera giapponese ha deciso di abbandonare l'Oceano Antartico, almeno per questa stagione. E, se ritorneranno la prossima stagione, la Sea Shepherd Conservation Society sarà pronta a riprendere i propri sforzi per ostacolare e fermare le attività illegali di caccia alla balena condotte dai giapponesi.

"La Nisshin Maru ha effettuato un significativo cambiamento di rotta subito dopo l'annuncio ufficiale da parte del governo giapponese che dichiarava che la flotta baleniera era stata richiamata in porto" ha dichiarato il Capitano Alex Cornelissen dalla Bob Barker. "Sembra che stia tornando a casa!"

La nave di Sea Shepherd Bob Barker tallona la nave stabilimento giapponese, la Nisshin Maru, dal 9 febbraio, impedendo ai balenieri di continuare le loro operazioni illegali di caccia alla balena.

"Ho un equipaggio di 88 persone molto felici che provengono da 23 Paesi diversi, incluso il Giappone, e queste persone sono assolutamente entusiaste del fatto che i balenieri stiano facendo rotta verso casa e che il Santuario delle Balene dell'Oceano Antartico sia ora un vero e proprio santuario" ha affermato il Capitano Paul Watson.

Pilot Chris Aultman and crewmember Mark Cullivan in an emotional embrace. Photo: Barbara VeigaL'elicotterista Chris Aultman e il membro dell'equipaggio Mark Cullivan in un abbraccio carico di emozione.
Foto: Barbara Veiga
Le navi di Sea Shepherd Steve Irwin, Bob Barker, e Gojira rimarranno nell'Oceano Australe per scortare le navi giapponesi verso nord. "Non lasceremo il santuario delle balene fino a che l'ultima nave baleniera non se ne sarà andata" ha dichiarato Locky MacLean, il capitano della Gojira.

"Questa è una grande vittoria per le balene" ha affermato il Capitano Watson "ma non l'abbiamo raggiunta da soli. Senza il sostegno del popolo australiano e neozelandese non saremmo riusciti a fare iniziare le nostre spedizioni dai porti dell'Australia e della Nuova Zelanda per sette stagioni. Siamo grati al Senatore Bob Brown e al Greens Party (Partito dei Verdi, nota di traduzione) australiano. Siamo molto grati a Bob Barker per averci donato la nave che ha fatto la differenza fondamentale nei nostri sforzi di scacciare la flotta giapponese da queste acque. Siamo grati a tutto lo staff e i volontari che lavorano a terra, ai nostri sostenitori e agli equipaggi delle navi. Siamo grati alla Marina e al governo del Cile e al governo francese per il loro sostegno. In tutto il mondo questo è un giorno molto felice per le persone che amano le balene i nostri oceani."

È ufficiale: l'uccisione delle balene nel Santuario delle Balene dell'Oceano Antartico è finita per questa stagione, e i balenieri non hanno raggiunto neppure il 10% della loro quota. Sea Shepherd stima che quest'anno siano state salvate più di 900 balene.

"È un grande giorno per le balene" ha dichiarato Laura Dakin, Prima Cuoca di Sea Shepherd a bordo della Steve Irwin e proveniente da Canberra, in Australia "ed è un grande giorno per l'umanità!"


http://www.seashepherd.it/news-and-media/news-110217-1.html

lunedì 7 febbraio 2011

Sumo: Giappone sotto shock. Annullato basho primavera per combine

Si dice che il Giappone e l'Italia, pur con tutte le differenze e le distanze, siano tuttavia simili e legati da un filo del destino. Lo scandalo che il sumo, sport nazionale giapponese (e anche molto più di uno sport per i giapponesi) sta attraversando, per la prima volta dalla sua storia moderna è senz'altro quello più buio e triste, in altre parole, è il più decadente che abbia mai vissuto. Il parallelismo tra la situazione della lotta "corpo a corpo" giapponese e di certa politica italiana va da sé. In Giappone infatti per la prima volta nella storia, l'Associazione giapponese di sumo (Ajs) ha annunciato l'annullamento del torneo di primavera (il basho di Osaka, a Marzo) per via di "combine" tra lottatori. Ancora la vicenda non è perfettamente chiara (anche qui potrebbe scattare un paragone con la politica del Bel Paese) ma pare che i lottatori di sumo (i "rikishi") si accordassero sull'andamento delle gare tramite sms. Nessuno dei lottatori aveva mai confessato, e solamente grazie agli sms "intercettati" è scoppiato lo scandalo. Ma forse qui finisce il parallelismo. Infatti i giapponesi non hanno fatto finta di niente e hanno esclamato un po' alla Cattivik "tant lo fann tut! mic c'è da scandalizzars! viv la corruzion!" ma inorriditi hanno stigmatizzato l'accaduto. Giappone sotto shock quindi, anche perché era dal 1946 che non si interrompeva il sumo in Giappone, e quella volta fu a causa della ricostruzione della Ryogoku Kokugikan (la più grande "sumo arena") per i danni provocati dalla Seconda guerra mondiale.

Fonte