mercoledì 17 novembre 2010

Giappone, giuria popolare emette sentenza capitale

E' la prima volta che la decisione viene presa da giudici non togati - Per la prima volta una giuria popolare emette una condanna a morte in Giappone. L'ha fatto nei confronti di un omicida trentaduenne, reo confesso, nella corte distrettuale di Yokohama. L'uomo ha raccontato i dettagli dei suoi omicidi, la cui efferatezza ha indotto i sei giudici di cui si componeva la giuria a decidere una pena tanto dura. L'imputato ha fornito alla Corte i dettagli di un omicidio commesso nel giugno dello scorso anno nei confronti di due persone che, ha confessato l'uomo, avrebbe decapitato con una sega elettrica mentre erano ancora in vita. La recente reintroduzione delle giurie popolari è stata criticata per l'eccessivo carico psicologico cui sono sottoposti i giudici non togati, soprattutto in casi come questi. "Sono stato profondamente tormentato, e ho pianto più volte. Tuttavia ho considerato il caso in maniera equa, ascoltando attentamente gli argomenti di accusa e difesa", ha dichiarato un cinquantenne membro della corte. Il presidente del consiglio di giudici, Yoshifumi Asayama ha giustificato il verdetto con l'atrocità degli omicidi, e con la loro "implacabilità".

Fonte Peace Reporter

venerdì 5 novembre 2010

Balene:parte flotta Giappone,giornata mondiale contro caccia

SYDNEY - Sta per partire con l'estate australe la caccia 'scientifica' delle baleniere giapponesi nell'Oceano meridionale, con una quota di 1000 grandi cetacei di tre specie. E in Australia e Nuova Zelanda, come in altri paesi, oggi si commemora la Giornata mondiale contro la caccia alle balene, per protestare contro la caccia in un santuario marino di 50 milioni di kmq attorno all'Antartide.

In Australia gli attivisti del Fondo internazionale per il benessere degli animali (Ifaw) hanno inscenato la scorsa notte una macabra protesta nella baia di Sydney: usando tecnologia di luci e suoni hanno fatto comparire sulle acque una balena, poco dopo colpita a morte e dissanguata da un arpione.

Nella città neozelandese di Auckland un centinaio di manifestanti, molti con abiti macchiati di rosso, hanno raggiunto il parlamento seguiti da un veicolo con sopra un modello di balena, mentre gli altoparlanti diffondevano richiami dei cetacei. In testa al corteo l'attivista Peter Bethune, il cui trimarano supertecnologico, che un anno fa con la flotta del gruppo Sea Shepherd ostacolava la caccia dei giapponesi, fu speronato da una baleniera.

"La flotta giapponese salpa fra breve verso il santuario e noi speriamo che la continua pressione li incoraggerà a riconsiderare ed a tornare indietro", ha detto il direttore del programma balene dell'Ifaw, Patrick Ramage. "Uccidere balene in una santuario marino è illegale secondo la legge internazionale. E' assolutamente inaccettabile che il Giappone continui a farlo, e lo è doppiamente in un santuario internazionale", ha aggiunto Ramage, che ha elogiato il governo australiano per aver avviato un'azione legale presso la Corte internazionale di giustizia contro la caccia alle balene dei giapponesi.

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mercoledì 3 novembre 2010

Giappone accerchiato: cosa nasconde la controversia sulle Curili?

A Tokyo non bastavano le difficoltà economiche e le divergenze con Pechino sulla sovranità delle isole Senkaku/Diaoyu: il Giappone è stato costretto a richiamare l’Ambasciatore a Mosca per l’affronto subito dal presidente Dmitry Medvedev quando ha deciso, lunedì, di visitare l’isola Kunashiri, nell’arcipelago delle Curili Meridionali -che i giapponesi chiamano territori del Nord-, la cui sovranità è contesa dai tempi della Seconda Guerra Mondiale.

Medvedev è il primo leader della Russia -e dell’Unione Sovietica- a mettere piede su questo territorio, forse per dimostrare, sostengono i quotidiani giapponesi, di essere un politico talmente forte e potente da meritare la rielezione (nel 2012). La visita di Medvedev a Kunashiri è stata presentata come una tappa del viaggio di ritorno a Mosca dopo un meeting ASEAN in Vietnam. Sull’isola, il presidente russo è stato accompagnato a visitare un impianto geotermico, l’aeroporto, alcuni appartamenti, un asilo e uno scalo portuale in costruzione. Alle famiglie Medvedev ha garantito in prima persona che Mosca si impegnerà ad investire nello sviluppo economico e sociale dell’arcipelago.

Negli ultimi anni la Russia è riuscita a risolvere alcune delle dispute territoriali rimaste in sospeso con la Cina e la Norvegia accettando persino di dividere i territori contesi a metà. Nel 1956 Mosca offrì a Tokyo l’opportunità di chiudere la questione delle Curili restituendole le due isole più piccole, ma l’intransigenza dei nipponici impedì l’accordo. Da allora, i due governi non hanno più parlato apertamente dello status dei loro confini, e dopo la nomina a Ministro degli Esteri di Seiji Maehara ufficializzata dal neo-premier Naoto Kan le possibilità di trovare un compromesso sono definitivamente sfumate.

Subito dopo aver preso servizio, Maehara non ha perso tempo a dichiarare che “la Russia occupa illegalmente i territori del Nord”, vale a dire le Isole Curili. Ed è ancora responsabilità di Maehara la scelta di richiamare velocemente l’Ambasciatore giapponese a Mosca come atto di protesta contro la visita “provocatoria” di Medvedev, una misura che lo stesso diplomatico ha giudicato “esagerata”. Il Ministro degli Esteri nipponico ha fatto sapere alla stampa che “è interesse del Giappone costruire legami politici ed economici solidi con la Russia, nel lungo periodo. Tuttavia, per farlo dobbiamo ribadire nella maniera più chiara possibile i nostri interessi e il nostro punto di vista”. Resta comunque molto difficile immaginare che Mosca e Tokyo possano trovare un compromesso accettabile sulle Curili: l’arcipelago è conteso perché molto pescoso e ricco di giacimenti di petrolio, gas naturale, oro e argento.

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martedì 2 novembre 2010

Giappone. Visita di Medvedev alle Kurili, Tokyo richiama l'ambasciatore

Il governo giapponese ha deciso di richiamare temporaneamente l'ambasciatore a Mosca, dopo la controversa vista del presidente russo Dmitry Medvedev alle Kurili, isole rivendicate da Tokyo che le chiama Territori del Nord. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri giapponese Seiji Maehara, all'indomani della visita di Medvedev che ha suscitato una protesta ufficiale da parte del governo di Tokyo.

Il Giappone rivendica da decenni la sovranità sull'arcipelago occupato dalle truppe sovietiche alla fine della Seconda Guerra mondiale. Situate tra la penisola russa Kamchatka e l'isola giapponese di Hokkaido, le isole sono ricche di risorse naturali . I media nipponici, citando il portavoce del Dipartimento Usa Philip Crowley, affermano che gli Stati Uniti appoggiano Tokyo nella disputa con Mosca. Molte aziende giapponesi temono che il conflitto incida negativamente sugli affari con la Russia.

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Il ministro Maehara ha specificato che il richiamo temporaneo dell'ambasciatore a Mosca è stato deciso dopo un colloquio avuto con il primo ministro giapponese Naoto Kan. In precedenza un funzionario governativo aveva riferito che i leader dei due paesi si dovrebbero incontrare a margine del vertice Apec di metà novembre in Giappone. "Credo che colloqui bilaterali si terranno a Yokohama", aveva affermato il capo di Gabinetto Yoshito Sengoku in conferenza stampa. Medvedev si è recato ieri a Kunashiri, una delle 56 isole sotto giurisdizione russa. Il Giappone rivendica la sovranità su quattro isole meridionali, compresa Kunashiri. La visita di Medvedev, primo leader russo a recarsi sull'isola, compresi i presidenti di era sovietica, era stata definita "molto deplorevole" da Kan.