lunedì 14 giugno 2010

La cricca giapponese: soldi ed escort per la caccia alle balene

La cricca giapponese: soldi ed escort per la caccia alle balene

Secondo un’inchiesta condotta dal Sunday Times, il Giappone avrebbe corrotto diverse piccole nazioni con denaro contante e prostitute per ottenere il sostegno dei loro delegati all’IWC, la Commissione internazionale per la caccia alle balene, al fine di rompere la moratoria in atto contro la caccia di massa dei grossi cetacei, molti dei quali a rischio d’estinzione. L’indagine, condotta da alcuni giornalisti del Times “infiltrati” tra i rappresentanti dei vari paesi facenti parte dell’organismo internazionale, ha portato alla luce come i funzionari provenienti da ben sei paesi hanno venduto il proprio voto per far cadere, così, la moratoria.


LA POLITICA DIETRO LA SCIENZA - La caccia alla balena, in questi anni, è diventata causa di molte controversie e dispute diplomatiche internazionali. Al momento, secondo quanto ha stabilito la Commissione internazionale per la caccia alle balene (IWC), è limitata alla ricerca e alla sussistenza di limitate popolazioni indigene. Diversi paesi membri dell’IWC, si oppongono alla caccia commerciale, citando sia il basso numero delle balene, in forte riduzione rispetto al numero esistente prima del XIX Secolo, e anche l’industria turistica che presenta le balene come un’attrazione, oltre che la simpatia che le balene, come la maggior parte dei cetacei, riscuotono nelle popolazioni. Inoltre, oggi, i prodotti ricavabili dalla lavorazione delle carni di balena sono stati tutti sostituiti da altri prodotti, si pensi al grasso una volta usato come combustibile. Altri paesi della Commissione, invece, citano un recente aumento nel numero di balene, e soprattutto di alcune specie di queste, da quando la caccia commerciale fu sospesa nel 1986 a causa della drastica riduzione nel numero dei cetacei. Questo aumento, gli usi tradizionali, e soprattutto il consumo della carne di balena come alimento, sono essenzialmente le giustificazione presentate da chi invece vuole riprenderne la caccia, almeno per alcune specie più abbondanti. Manco a dirlo, il sostenitore più forte della sospensione della moratoria è il Giappone il quale, peraltro, non l’ha mai sostanzialmente adottata, adducendo come scusa il fine della “ricerca scientifica”. In realtà, le carni dei grossi mammiferi marini vengono regolarmente vendute nei diversi mercati e ristoranti giapponesi.

PROPRIO COME LA NOSTRA “CRICCA” - La decisione di riprendere – sia pure parzialmente e limitata solo ad alcune specie – la caccia alle balene viene fatta ogni anno dalla Commissione Internazionale Baleniera (IWC), un’organizzazione internazionale – è bene dirlo – di costituzione prevalentemente politica piuttosto che scientifica. Secondo il Times il Giappone sta cercando di rompere la moratoria in atto da 24 anni sulla caccia a fini commerciali. Proprio in questi giorni in Marocco è prevista una riunione dell’IWC che deciderà il destino di migliaia di balene, comprese le specie in via di estinzione. Il Giappone ha subito negato di aver “comprato” voti dei membri dell’IWC. Tuttavia, il Times afferma di avere le prove, con tanto di filmato girato domenica scorsa, di diversi delegati dell’IWC che hanno invece ammesso di aver votato per la riapertura della caccia alle balene “per la grande quantità di aiuti che sono arrivati dal Giappone“. Uno di questi funzionari ha persino ammesso che non era affatto sicuro se “il suo paese avesse balene nelle sue acque territoriali“. Altri, addirittura, non hanno proprio alcun accesso al mare. Secondo il Times, questi delegati hanno poi ricevuto “in una busta il pagamento in contanti durante le riunioni dell’IWC da altri funzionari giapponesi che hanno pagato i loro viaggi e le loro fatture d’albergo“. Inoltre, – afferma sempre il Times - “sono state chiamate delle ragazze che hanno fatto compagnia” ai vari ministri delle pesca ed ai delegati di alcuni paesi che, recentemente, hanno visitato il Giappone proprio in vista dell’imminente riunione dell’IWC.

TUTTO IL MONDO È PAESE – Barry Gardiner, deputato del partito laburista inglese ed ex ministro della biodiversità, ha detto che l’inchiesta ha rivelato “una oscura pratica vergognosa” e che è fin troppo evidente come il Giappone ha “effettivamente comprato i voti“. I giornalisti del Times, presentandosi come rappresentanti di un miliardario conservatore, si sono avvicinati ai vari funzionari dell’IWC ed hanno offerto loro un pacchetto di aiuti per cambiare il loro voto. I governi di St Kitts e Nevis, Isole Marshall, Kiribati, Grenada, Repubblica di Guinea e Costa d’Avorio hanno tutti ammesso di aver “accettato” le trattative per vendere i loro voti in cambio di aiuti. Un’alto funzionario della pesca per la Guinea ha confermato come “il Giappone, di solito, ha sempre offerto al suo ministro un “minimo” di 1.000 dollari al giorno da spendere durante le riunioni dell’IWC e altri meeting internazionali“. E non solo. Il funzionario ha ammesso pure come “Tre organizzazioni giapponesi sono state utilizzate per trasferire i pagamenti al suo paese: l’Agenzia nazionale della pesca, l’Agenzia degli aiuti e la Fondazione per la cooperazione e la pesca d’oltremare“. Il Giappone, ribadisce il Times, ha reclutato tra i membri dell’IWC, alcuni dei più piccoli paesi del mondo per rafforzare il suo sostegno. Un alto funzionario della pesca per le isole Marshall ha detto: “Noi appoggiamo il Giappone per quello che ci danno“. Un delegato di Kiribati, ha dichiarato che il voto del suo paese è stato determinato dal “beneficio” che ha ricevuto in aiuti. Anche lui, ha ammesso che “il Giappone ha dato ai delegati soldi da spendere“. Infine, Il commissario dell’IWC per la Tanzania ha detto che “brave ragazze” sono state messe a disposizione presso gli alberghi di ministri e alti funzionari della pesca durante le riunioni, tutto a spese del Giappone“. Più che balene, pescicani (con tutto il rispetto per questi ultimi).

http://www.giornalettismo.com/archives/67410/cricca-giapponese-soldi-escort/

lunedì 7 giugno 2010

Primo Torneo mondiale di Kyudo -Tokyo-

The First Sekai Kyudo Taikai
Gara a squadre
Sabato 24 aprile si è svolta il "First Sekai Kyudo Taikai" (Prima coppa del mondo di Kyudo). La gara, alla quale hanno partecipato venti squadre provenienti da tutto il mondo, prevedeva una prima fase eliminatoria con la qualificazione delle migliori otto squadre per numero di bersagli colpiti. La fase successiva prevedeva scontri ad eliminazione diretta. Tale formula si è rivelata particolarmente spettacolare e coinvolgente.

La squadra italiana (composta da Squicciarini Leonardo, Avento Nami e Elici Santo) ha superato la fase eliminatoria e il primo scontro diretto contro la Svezia, giungendo così in semifinale. Qui è stata eliminata dalla Gran Bretagna. La Gran Bretagna in finale si è poi confrontata con la Francia. Quest'ultima si è infine aggiudicata la prima coppa del mondo di Kyudo. Da segnalare l'incredibile punteggio ottenuto in semifinale proprio dalla Francia con dodici centri realizzati su dodici frecce scoccate.
La squadra giapponese, composta da tre Kyoshi VII dan ai primi posti della classifica nazionale giapponese, non ha superato la fase eliminatoria. L'Italia ha disputato la finale per il terzo e quarto posto classificandosi infine, con un solo bersaglio colpito in meno rispetto alla Finlandia, in un'ottima quarta posizione a livello mondiale.


Classifica gara a squadre 20:
1.Francia (Michel Dupont, Marc Bertin, Patricia Stalder)
2.Gran Bretagna (Liam O'Brien, Cundy Michael, Ray Dolphin)
3.Finlandia (Tohjola Juha-Tekka, Aittomaki Tuomas, Malmi Ritva-Liisa)
4.Italia (Leonardo Squicciarini, Nami Avento, Santo Elici)


The First Sekai Kyudo Taikai - gara individuale
Si sono svolte tre distinte gare individuali: una per i kyudoka da mu dan a terzo dan , una seconda per quelli in possesso del IV dan o superiore e l'ultima riservata agli Shogo. Tutte le gare prevedevano un turno eliminatorio nel quale tutti i partecipanti hanno tirato due frecce. Solamente chi ha colpito il bersaglio con entrambe si è qualificato per la fase finale. Per la prima gara si sono qualificati solamente tre persone che si sono poi piazzate ai primi tre posti della classifica finale. Nella seconda solo Shannon Cynthia (Stati Uniti, IV dan) ha totalizzato due centri e ha quindi conquistato la medaglia d'oro. Tra gli Shogo hanno totalizzato due centri su due frecce solo Felix Hoff (Germania, Kyoushi 6 dan), classificatosi poi al primo posto nella fase finale, e Claude Luzet (Francia, kyoushi 6 dan).


Maggiori informazioni http://www.associazioneitalianakyudo.it/index.php/relazioni-attivita-kyudo/1-relazioni-attivita/111-the-second-international-seminar-the-first-sekai-kyudotaikai.html