venerdì 26 marzo 2010

Murayama Chinatsu, una grande del kendo femminile



Murayama Chinatsu, ha vinto nel 2009 il secondo titolo consecuitivo di campionessa del Giappone durante i "48th All-Japan Women’s Kendo Championship" che , si sono svolti nel settembre del 2009. Si è trattato del suo ultimo torneo in quanto quest'anno ha compiuto 36 anni.Nel mondo del kendo femminile è un mito.E' una poliziotta della Prefettura di Saitama.


Io e Chiaki abbiamo visto e rivisto il dvd dei "48th All-Japan Women’s Kendo Championship" e i suoi men ci hanno meravigliato per velocità tecnica e forza e spirtito.


mercoledì 24 marzo 2010

PrePeat Printer, la stampante senza inchiostro

Si è aperta una nuova strada nel campo delle stampanti, una via ecologica. Dal Giappone, infatti, arriva la PrePeat Printer, la prima stampante senza inchiostro e, volendo, senza carta. Tramite dei fogli speciali di plastica, infatti, la stampante è in grado di estrarne l’inchiostro con un processo termico e usarlo per stampare, sulla stessa pellicola, una nuova pagina.
In pratica una risma di fogli può essere usata un’infinità di volte senza dover comprare cartucce o toner. Al momento ci sono delle limitazioni: la stampante è monocromatica, costa 5.500 $ (circa 4.026 €) e ogni foglio 3,30 $ (2,50 €). Se si investe sulla tecnologia magari un giorno avremo fogli meno costosi e, soprattutto, la fine dell’acquisto delle cartucce.

martedì 23 marzo 2010

Hanami a Brescia

Vorrei segnalare il seguente evento...

Hanami Domenica 28 Marzo dalle 9.30 alle 18.00 - Museo Diocesano, via Gasparo da Salò 13 - Brescia (Pagina costantemente aggiornata) "Hanami indica la gioiosa partecipazione in gruppo alle scampagnate per ammirare i ciliegi in fiori al cui godimento, in Giappone, non si sottrae neanche la famiglia imperiale, il corpo diplomatico o le aziende in quanto tali." Anche quest'anno il Museo Diocesano di Brescia, in collaborazione con l’Associazione Culturale Fuji, ospiterà nel chiostro, evocazioni giapponesi, arti tradizionali del Giappone, conferenze, una mostra di ceramiche Raku, stand e degustazioni. In concomitanza con Hanami sarà possibile visitare la mostra "Il gran teatro barocco - I Fiamminghini e i trionfi dei santi Faustino e Giovita"


ORARI E ATTIVITA' Dalle 9.30 alle 18.00 Dalle 12.00 alle 14.00 le attività verranno sospese per lasciare spazio al pranzo. Maggiori dettagli nel pieghevole scaricabile a pié pagina.


PRANZO Il pranzo è libero ed ognuno potrà portare da casa le proprie pietanze. Per chi ne farà richiesta e fino ad esaurimento scorte si potranno acquistare dei bentō (cestino del pranzo), preparati da "Sushi at Home".


CHIUSURA PRENOTAZIONI GIOVEDI' 25/03 Ritiro degli Obentō: dalle ore 12.00 alle ore 12.45 sotto al chiostro del museo. Si prega pertanto di non attardarsi.


EVENTI A NUMERO CHIUSO Per ragioni organizzative, le dimostrazioni di cerimonia del tè e di vestizione del kimono sono a numero chiuso.


Qui trovate altri riferimenti e qua la locandina

lunedì 15 marzo 2010

Giappone, Prada licenzia dipendente perchè brutta:polemica

Una storia che rischia senz’altro di compromettere l’immagine di Prada in Giappone, più di quanto non lo avrebbe fatto Rina Bovrisse, la protagonista della vicenda pronta ad intentare un’azione legale contro la società per essere stata licenziata soltanto a causa del suo look.
Qualche chilo di troppo, una pettinatura demodè e poca eleganza e cura in ogni dettaglio sarebbero credenziali di gran lunga più rilevanti per svolgere il proprio mestiere in una delle tante aziende Prada sparse nel mondo. Che la Bovrisse fosse una brava manager,a Davide Sesia presidente di Prada Japan, è probabile importasse poco.
Tutto era cominciato lo scorso maggio, quando la direttrice generale Bovrisse, al servizio di Bertelli e Miuccia da diciotto anni, aveva ricevuto da Sesia, l’ordine perentorio di fare una cernita tra i membri dello staff e di licenziare almeno 15 dipendenti tra i più “vecchi, brutti e grassi e troppo lontani dallo stile Prada”.
Già che erano in tema poi, Sesia avrebbe detto alla Bovrisse che se anche lei voleva continuare a lavorare per il marchio avrebbe dovuto cambiare pettinatura e soprattutto dimagrire. Davide Sesia, avrebbe affermato di vergognarsi per la bruttezza della sua direttrice e non voleva che i visitatori provenienti dall’Italia la vedessero.
Così, lo scorso dicembre la ex manager aveva provveduto a recarsi al tribunale distrettuale di Tokyo per la prima denuncia e la richiesta di un risarcimento per lo stress emotivo subito e per la reintegrazione nel suo ruolo perché, prima di ricevere la sospensione dalla sua attività lavorativa, sarebbe stata anche retrocessa di livello. Inutili i tentativi di raggiungere un accordo con la maison italiana. La controversia legale ormai cominciata dalla Bovrisse ha indotto Sesia e i vari dirigenti del personale Prada Japan a licenziare definitivamente la direttrice per “false accuse nei confronti della società”, mostrando così che il licenziamento della dipendente è avvenuto in maniera del tutto legale.
Dunque adesso la ex manager presenterà una nuova azione legale contro la società, con una denuncia dettagliata e con alcune testimonianze a suo favore. Una battaglia che la Bovrisse compirà a nome di tutte le donne che lavorano duro e meritano di farlo in un ambiente sicuro ma anche per tutti i suoi colleghi giudicati brutti vecchi e grassi che hanno subito la sua stessa sorte. Nessuna inadempienza sul lavoro: chissà, forse su quella si sarebbe chiuso un occhio.

venerdì 12 marzo 2010

Giappone, attivista pro-balene arrestato

L’attivista neozelandese Peter Bethune, membro della Sea Shepherd Conservation Society - un’associazione ambientalista che lotta contro la caccia alle balene - è stato arrestato dalle autorità giapponesi. Circa un mese fa, Bethune riuscì a salire sulla nave che speronò Ady Gil, la barca dell’associazione, con l’intenzione di compiere una sorta di "arresto popolare" e di consegnare formalmente una richiesta di rimborso per i danni patiti dalla Ady Gil pari a 2 milioni di euro. Per questo è stato bloccato dall’equipaggio e accusato di pirateria: l’attivista rischia una pena assai più dura dei tre anni che potrebbe dover scontare per il reato di ’trespass’ (violazione di divieto di accesso) di cui è stato accusato al momento dell’arresto. Attualmene è in corso un’indagine della Guardia Costiera e probabilmente Bethune sarà affidato alla custodia della polizia domenica prossima. La notizia ha fatto molto scalpore in Giappone; secondo i media, l’arresto di Bethune è da interpretarsi come un avvertimento alla Sea Shepherd affinchè l’associazione ambientalista la finsica di provocare la flotta baleniera giapponese. Hirotaka Akamatsu, il ministro della Pesca, ha dichiarato ai giornalisti che le azioni di Bethune sono da considerarsi "un comportamento oltraggiosamente illegale". Il Giappone uccide circa 1.000 balene all’anno come parte di un programma finanziato dal governo di Tokyo a fini scientifici che però ha incontrato l’opposizione non solo degli attivisti contro la caccia, ma anche dai governi di Australia e Nuova Zelanda, due nazioni che condannano fermamente questa pratica. Il mese scorso, il primo ministro australiano internazionali ha minacciato un’azione legale contro il governo giapponese che però incassa il sostegno della popolazione, che ormai non mangia quasi più la carne di balena, ma ritiene che la caccia faccia parte della cultura nazionale.

Giochino di parole

Ecco come ci salutiamo io e Chiaki quando ritorno a casa:
Tore:Tadaima..ngo
Chiaki:Okaeri..ngo

Chi conosce altri giochi di parole come questo? Kazu...ne conosce tanti...:))

martedì 9 marzo 2010

Oscar a «The Cove», il Giappone protesta

Ci sono altri vincitori eccellenti che escono dalla notte degli Oscar 2010: i delfini della baja di Taiji, protagonisti del film «The Cove» di Louie Psihovos, Fischer Stevens e Ric O'Barry. La pellicola, che documenta la mattanza che avviene annualmente in Giappone e che è stata realizzata grazie a riprese «rubate» dopo giorni di appostamenti minuziosi e con l'utilizzo di videocamere nascoste, è stata premiata come miglior documentario. Una scelta, quella dell'Academy, che riconosce l'abilità dei registi nel recuperare immagini impossibili (la zona viene presidiata accuratamente per evitare che di quanto accade tra quei promontori si parli troppo in giro) e il valore documentario del mini-film e così facendo riaccende i riflettori su un tema più volte dibattuto nel mondo. Le reazioni non si sono fatte attendere dal Giappone il sindaco di Taiji, Kazutaka Sangen, ha subito fatto sapere che dal punto di vista delle autorità locali «dare la caccia ai delfini non è un atto illegale».
LA MATTANZA - La caccia con modalità di mattanza nelle acque di Taiji, nella prefettura a sud di Tokyo di Wakayama, avviene da secoli. «La caccia - precisa il sindaco - è autorizzata dalla prefettura nel rispetto della legge sulla pesca. Ci dispiace che il film rappresenti cose false e scientificamente infondate come se fossero vere». Sangen contesta in particolare la tesi degli autori secondo cui il consumo di carne di delfino è dannosa per l'uomo a causa dell'alto tasso di mercurio contenuto. «Esistono varie usanze sul cibo in tutto il mondo e anche in Giappone: la cultura alimentare basata sulla lunga tradizione e storia è una situazione importante da rispettare» ha concluso il sindaco.
GLI ABITANTI DI TAIJI - Al primo cittadino hanno fatto eco diversi abitanti di Taiji, cittadina di 3.700 anime, che interpellati dall'agenzia Afp hanno manifestato rabbia per la decisione di premiare con l'Oscar il lavoro di Louie Psihoyos. «Sono dispiaciuto per i pescatori che vivono della caccia ai delfini - ha detto ad esempio Takehisa Kobata -. Quella pellicola è un vero film, non corrisponde davvero alla realtà». La comunità locale contesta le affermazioni secondo cui la caccia ai mammiferi avverrebbe di nascosto per evitare che si sparga la voce: «E' regolarmente autorizzata dalle autorità». Per l'ultima stagione era stato avallato il prelievo di circa 2.800 esemplari, tra delfini e cetacei: i migliori sarebbero stati rivenduti ai parchi di divertimento nel mondo, gli altri avrebbero preso la via della distribuzione alimentare. Il delfino, così come la balena, sono regolarmente consumati in Giappone. E fino a non troppi decenni fa anche i Paesi del Mediterraneo, tra cui l'Italia, non consideravano sbagliato il consumo di carni di delfino.
«PUNTARE SUL TURISMO» - Nei giorni scorsi è stato presentato un libro dedicato al film. L'autore, Hans Peter Roth, ha deciso di presentarlo proprio a Taiji, cercando un confronto con la popolazione locale. Non ha però avuto un grande successo. «Mi sarebbe piaciuto poter parlare con loro, ma si sono rifiutati - ha raccontato all'Afp -. Eppure si potrebbe pensare ad una soluzione che aiuti l'economia locale e al tempo stesso salvaguardi i delfini: trasformare la baja in un santuario per la conservazione della specie, che porterebbe in quest'area turisti provenienti da diverse aree del mondo». Una proposta, la sua, che al momento a Taiji non raccoglie consensi.

Fonte

Sigh.....

Ieri durante la pausa pranzo, ho fatto vedere a dei colleghi dei filmati sul kyudo.La risposta di tutti è stata :tutta stà pappardella per tirare 'na freccia?
CI sono rimasto male am poi ho pensato ....chi se frega!Scemo io che cerco di rendervi partecipi....
Scusate se il post di oggi è strettamente personale e forse insignificante.

venerdì 5 marzo 2010

Kyudo

Con questo post vorrei farvi conoscere una bellissima arte marziale che, ho incominciato a praticare.

Il Kyudo (弓道), ovvero letteralmente la via dell'arco, è un'arte marziale Giapponese.
Per secoli, l'arco e le frecce furono le armi principali del combattente giapponese, così come lo furono per molti altri popoli. Conosciuta prima come kyujutsu e solo dal secolo scorso come kyudo, l'arte era pienamente sviluppata con un complesso sistema di pratiche e di tecniche, una varietà inizialmente ampia di stili, che in seguito si ridusse a pochi stili principali che differivano fra loro per l'uso (cerimoniale, "agonistico" e bellico) e quindi per la tecnica più adatta a tale uso. La più recente riforma Meiji volle successivamente che i vari stili si unissero in un'unica disciplina (kyu-do, come lo judo ecc...)che preparata a tavolino prevedeva una sempre più articolata teoria. Conseguentemente nasce una federazione giapponese e successivamente internazionale che collega l'arte stessa alla nascita della nazione giapponese, legandola a una dimensione mistica, esoterica e culturale, alla quale si contrappone lo stile Insai della scuola Heki (Heki Ryu Insai Ha) che si ripropone da 500 anni in linea di successione diretta con uno spirito dedicato principalmente alla tecnica e negando mistificazioni di tipo esoterico e spiritualista.
Nel Giappone feudale, i campi per il tiro con l'arco, all'aperto o al chiuso per l'esercitazione al bersaglio si trovavano nella casa centrale di tutti i più importanti clan militari.
L'arco e la spada lunga erano le armi dei nobili e loro vassalli e samurai; i soldati comuni usavano la lancia e la spada corta.
Il programma d’addestramento degli arcieri era basato sui ripetuti tentativi di colpire bersagli fissi e mobili stando in piedi e a cavallo. L'addestramento a cavallo, naturalmente, era più aristocratico, sia per carattere sia per tradizione, dell'addestramento a piedi: richiedeva una gran coordinazione, per controllare un cavallo al galoppo, mentre simultaneamente si scagliava una freccia dopo l'altra contro una serie di bersagli diversi che potevano essere fissi o in movimento.
L'abilità dimostrata dai guerrieri nell'uso di un certo arco indusse gli storici cinesi a chiamare i giapponesi "il popolo del lungo arco". Si trattava dell'arco da guerra per eccellenza, il daikyu, usato dai guerrieri a cavallo o a piedi. Aveva una lunghezza che andava dai due metri e venti ai due e quaranta, ma ve n'erano anche di lunghi due metri e settanta. Oltre all'uso puramente pratico come strumento di combattimento, o come parte d’esibizioni rituali, l'uso di quest’oggetto coinvolgeva sulla scala più vasta la personalità dell'individuo, dal punto di vista fisico, mentale e infine spirituale.

Nei prossimi post apprffondirò alcuni aspetti.

Kyudo Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

giovedì 4 marzo 2010

Buon Hinamatsuri 雛祭り

TORE E CHIAKI AUGURANO BUON HINAMATUSRI A TUTTI
avremmo dovuto pubblicarlo ieri ma ...

Nuova Tokyo Tower

Oltre 2.000 fari (quelli a tecnologia LED, in grado di consumare il 50% meno di quelli tradizionali, ma, dico io, sempre 2.000 fari sono) illumineranno di blu e viola la nuova Torre di Tokyo: la Tokyo Sky Tree.
La Torre per le telecomunicazioni è in costruzione a Tokyo e sarà la torre tv più alta del mondo, con i suoi 634 metri: sarà il nuovo e più riconoscibile simbolo della città di Tokyo.
La Panasonic ha annunciato di aver vinto l’appalto per l’illuminazione della costruenda Torre tv, che pare sarà inaugurata nel 2012, e ha anticipato l’intenzione di illuminarla, appunto, con oltre 2.000 fari blu e viola.
Questa nuova Torre tv sostituirà l’antica Torre realizzata nel 1958 (la costruzione fu voluta dal governo giapponese del dopo guerra, simbolo della rinascita del Paese come potenza economica), ed è tutt’oggi una struttura di supporto delle antenne per la trasmissione di segnali radio e televisivi. Ma è alta “solo” 333 metri (circa 9 metri in più della Torre Eiffel, tengono a precisare in Giappone) e, ormai, troppo “bassa” per prendere e restituire bene i segnali: i grattacieli che la sovrastano fanno troppa interferenza.
Ecco allora la necessità di sostituirla.
E, già che ci sono, illuminarla vistosamente di blu e viola, giusto per non andarci a sbattere contro.
Fonte

lunedì 1 marzo 2010

Uomini sotto la piattaforma

Che luogo sicuro dove lavorare.Guardate un pò:





Fin qua nulla di strano ma basta passare alla foto successiva che già si possono notare movimenti strani:


Oh ma c'è un lavoratore sotto la piattaforma e di fronte ai binari.Che cosa mai starà facendo?Quale sarà il suo compito? E non è solo....



Attenzione arriva un treno...attenzione!!

Secondo voi qual'è la mansione di questi lavoratori.?