venerdì 26 giugno 2009

Pillole di Kanji

1) Kanji Made in Japan
Sebbene siano pochi in numero, alcuni kanji si sono formati realmente in Giappone(possiamo definirli Kanji autarchici ).
Ne presento un paio, se ne conoscete altri aggiungiamoli alla lista

人 + 動 =働く (はたらく)(persona + spostamento= lavoro)


山 + 上 +下 = 峠 (とうげ)(montagna+ sopra + sotto = passo di montagna)

2) 貝 (かい)e’ la conchiglia che anticamente si usava come valuta di scambio.
Anche oggi a ricordo di tale usanza, I kanji come comprare 買う (かう)oppure spendere 費 (つい)財 (ざい) tesoro sono formati utilizzando la shell!!


3) Equazione matematica facile facile

明 - つき + おと = ??



Ciao e buon fine settimana a tutti!

giovedì 25 giugno 2009

Taspo:niente sigarette ai minori.

E' nata la carta TASPO che viene emessa solo agli adulti dopo una rigorosa verifica dell'età per evitare che minorenni possano comprare le sigarette dai distributori automatici.Si può utilizzare anche come una comune carta di credito.Sicuramente si tratta di una iniziativa lodevole ed esportabile in tutto il mondo. In Italia , basterebbe infilare la tessera del CF per poter ritirare le sigarette e il gioco sarebbe fatto:addio sigarette ai minori. Qui potete trovare tutti i dettagli.

mercoledì 24 giugno 2009

Stretti tra la miseria e la mafia giapponese, i senzatetto di Osaka rivendicano il loro diritto all'esistenza

Anche questo articolo e' del 2007, lo pubblico lo stesso perche' lo considero uno spaccato reale della vita in Giappone.

Nagata San mi mostra la foto sul tesserino rilasciato dall'ufficio di collocamento: "ho una brutta cera - dice - non sono più quello d'una volta". L'uomo che mi siede accanto di fronte al monumentale ingresso del municipio di Osaka porta una sdrucita giacca a vento sopra lo zaino in cui serba le sue cose; il primo sole di marzo non scalda a sufficienza per rinunciare ad una coperta. "Bevo troppo", prosegue Nagata San, "bevo perché...", ride, "non mi si rizza più. Sarà il freddo a dormire sempre all'aperto". Anche Yamada San beveva molto; dopo essere stato "sfrattato" dalla sua tenda nel parco di Nagai Koen è finito per strada. Due giorni di sbornia e il suo cuore non ha retto; aveva da poco passato i 50 anni. Ciò che accomuna Yamada San e Nagata San - oltre al bere e al non avere una casa - è un'improbabile lotta contro i personaggi senza volto che ci osservano dalle finestre della "fortezza" municipale. Lo sgombero che ha abbattuto la tenda di Yamada San era finalizzato a far largo ad un evento sportivo, la cui pubblicità campeggia adesso benigna sulla teste dei guardiani che presidiano l'ingresso in un lungo cordone umano. Gli uomini e le donne che si sono dati appuntamento oggi a Nakanoshima - il cuore neoclassico di Osaka - non sono qui per difendere il diritto ad un alloggio, bensì quello ben più fondamentale all'esistenza giuridica, al voto, al nome stesso di "cittadini".

Il limbo del Kamagasaki. Nagata San e gli altri nojukusha (senza fissa dimora) che siedono pazientemente di fronte al cordone di polizia provengono dall'area di Kamagasaki, un nome passato alla storia (insieme a quello di Sanya, a Tokyo) come sinonimo di miseria, violenza e degrado umano. Kamagasaki è da oltre 30 anni il quartier generale dello "Yoseba", il caporalato incaricato dalle aziende di pescare ogni mattina un adeguato numero di braccia tra la folla dei lavoratori a giornata che affollano i centri di reclutamento. "Negli anni del boom, questi uomini", mi dice un attivista, "sono stati la spina dorsale della nostra crescita economica; sono loro che hanno costruito tutto ciò che ci circonda, modellando il volto del Giappone contemporaneo". Tra gli anni '60 e gli anni '70 la popolazione di Kamgasaki - formata in gran parte da braccianti fuggiti alle campagne per tentare fortuna nel paradiso della città - ha raggiunto quota 35 mila. Con il progressivo declino dei cantieri edili e il conseguente periodo di crisi, molti sono stati costretti ad abbandonare i propri alloggi, iniziando ad assemblare il reticolo di tende e prefabbricati che cosituisce il nucleo dell'attuale comunità.

Un 'impaccio' per l'amministrazione comunale. Nel 1990 - prima ancora che la "bolla" economica giapponese deflagrasse sui mercati internazionali - la gente di Kamgasaki, vessata dalle angherie della yakuza (la mafia giapponese) e dell'amministrazione cittadina, è esplosa in una serie di proteste, terminate con un bilancio di 13 morti e oltre 60 feriti. Da allora Kamagasaki è divenuta un "centro di contenimento" del disagio sociale, una sorta di limbo per la fluttuante massa di "dropouts" - per lo più anziani lavoratori incapaci di abbandonare l'area - che la città ha più volte tentato di cancellare dal proprio tessuto urbano. "I luoghi come Kamagasaki", mi spiega il Professor Hiroshi Ikeda, membro della Associazione Nazionale per lo Studio dello Yoseba, "sono lo specchio più fedele della nostra società; ciò a cui assistiamo oggi", prosegue il Professore, "è un processo di 'yosebizzazione' dell'intero mondo del lavoro, la cui tendenza alla precarietà non rappresenta che un'evoluzione del 'caporalato' ". In questa fase è naturale che gli uomini come Nagata San, la cui opera non ha più alcuna utilità per la parte "buona" della società, finiscano per rappresentare un'imbarazzante impaccio per la pubblica amministrazione. Di qui la decisione del comune di "porre ordine" nella Babele di Kamgasaki; quattro mesi fa una campagna mediatica ha suscitato il pubblico scandalo dopo aver rivelato che un caseggiato della zona ospita - secondo il catasto - circa 3 mila residenti. La ragione di tale anomalia è di pubblico dominio: molti abitanti di Kamagasaki non hanno alcuna fissa dimora, ma necessitano d'un attestato di residenza per ottenere i sussidi dell'assisitenza sociale, nonché effettuare una regolare iscrizione presso gli uffici di collocamento; onde far fronte a tale necessità, da 20 anni a questa parte un padrone di casa accondiscendente permette a chi lo desidera di registrarsi sotto un domicilio fittizio. La sola alternativa è quella di accordarsi con la yakuza, la quale può concedere ai richiedenti un alloggio nominale in cambio del 60 per cento dei loro introiti. L' "intollerabile anomalia" in uso a Kamgasaki era da tempo nota agli ufficiali del comune, i quali hanno atteso fino ad oggi per ricondurre l'intera situazione alla normalità.

La delusione dopo quatto ore di attesa. Per Nagata San e gli altri "irregolari" questo significa la perdita del sussidio comunale, nonché l'esclusione dal diritto di voto; un gruppo di nojukusha ha pertanto deciso di fare causa al comune, avocando l'incostituzionalità d'un provvedimento che inibisce di fatto l'esercizio d'un diritto fondamentale. La sentenza del tribunale ha dato ragione ai senza-tetto, la cui gioia s'è però presto esaurita all'annuncio d'un ricorso in appello del comune; esperienze precedenti - spiegano i manifestanti - dimostrano che in varie occasioni un verdetto di primo grado è stato ribaltato in virtù di ingerenze politiche sulla corte d'appello. Le persone che da oltre 4 ore attendono di fronte al municipio esigono una presa di posizione del sindaco sulla sentenza, un intervento pubblico che garantisca la trasparenza della procedura legale in corso. Un impiegato comunale scende tra la folla ad annunciare che il consiglio ha sospeso il provvedimento per un periodo di tre settimane. Brusio di disappunto, qualcuno grida "impostori!". Poi, all'improvviso si sparge la voce che il sindaco ha rilasciato un'intervista televisiva in cui annuncia che il comune andrà avanti per la sua strada; il brusio si trasforma in un urlo e i manifestanti tentano l'assalto al palazzo. La polizia, rimasta immobile fino a quel punto, si getta sulla folla: alcuni minuti di tafferugli, poi il gruppo dei manifestanti ripiega, e il cordone si rinsalda. Nagata San osserva da un lato della piazza, gli occhi lucidi: "come fanno", dice, "come fanno a togliere qualcosa a noi, noi che non abbiamo mai avuto niente?".

Fonte

Istruzioni per l'uso


In effetti senza istruzioni è difficile usarlo :))) Sapevo che il Giappone fosse il paese delle istruzioni anche quelle che ti fanno pensare...tipo..."vanno prima cotti in acqua bollente"(riferendosi agli spaghetti) ma questo le supera tutte .....

martedì 23 giugno 2009

GIAPPONE: VERSO VIA LIBERA A TRAPIANTI SU BIMBI

Giappone verso l'approvazione di un legge che consentira' anche ai bambini di donare e ricevere organi, abbattendo il limite minimo di 15 anni d'eta' attualmente in vigore per effettuare queste operazioni. La Camera dei Rappresentanti giapponese ha infatti approvato una proposta di legge che punta a interrompere i viaggi della speranza all'estero effettuati dai piccoli bisognosi di un trapianto e dalle loro famiglie.
Attivisti e politici nipponici sono impegnati da anni in questa battaglia, ma solo dopo il monito dell'Organizzazione mondiale della sanita' per porre un freno al fenomeno del turismo dei trapianti, il Parlamento si sta finalmente muovendo. "Purtroppo non possiamo tornare indietro e offrire aiuto alle famiglie che sono dovute andare all'estero o hanno perso un figlio - dice Namie Nakazawa, attivista e madre di un bimbo che e' morto nell'attesa di ricevere un organo nuovo - ma questo e' un primo passo affinche' in futuro nessuno debba fare questa esperienza".
La proposta di legge passa ora alla Camera dei Consiglieri giapponese, ma il suo destino e' incerto: i partiti non hanno dato un'indicazione di voto ai propri parlamentari, lasciandoli liberi di decidere autonomamente.

sabato 20 giugno 2009

Tutto vero

Vi ricordate il post dove si parlava di due giapponesi arrestati con 134 miliardi di euro in titoli,falsi ovviamente?Io ho subito pensato che si trattasse di una bufola del "il giornale" e che, i due giapponesi non fossero altro che due cinesi con passaporto giapponese rubato a turisti giapponesi.

Ebbene stamattina mentre leggevo yomiuri shinbun sono incappato in questa notizia:



伊で拘束2邦人、所持していた13兆円分「米国債」は偽造 【ワシントン=岡田章裕】巨額の「米国債」を無申告でイタリアからスイスに持ち出そうとした日本人2人がイタリアで拘束された事件で、米財務省は19日、「米国債」が偽造券であることを明らかにした。ロイター通信が報じた。
 日本人2人は今月3日、約1340億ドル(約13兆円)相当の「米国債」を持ち出そうとして、伊財務警察に拘束された。



che conferma tutto.Si tratta di due giapponesi appartenenti ad una associazione malavitosa giapponese.

Mi scuso con i lettori del Blog per essermi fatto trasportare da una sorta di tatamizazione che alcune volte mi porta a non essere obbiettivo.


Riporto di seguito il post imputato:
Il Grande Colpo finisce su un marciapiede della stazione di Chiasso, alle due e mezza di un pomeriggio di sole. Ai due businessman con gli occhi a mandorla si affiancano due finanzieri in divisa grigia. È una specie di duello silenzioso, quello che si combatte accanto ai binari. Da una parte i due giapponesi che mettono in campo tutta la loro arte di passare inosservati, scivolare via, rendersi invisibili. Dall’altra l’eterno alleato di ogni sbirro: il fiuto, il senso che ti fa sentire nell’aria che qualcosa non va, che un dettaglio non è come dovrebbe essere, che una narice freme invece di stare ferma. A volte vincono i cattivi. A volte no. Mercoledì pomeriggio, alla stazione di Chiasso, vincono i finanzieri. Le valigie dei due vengono aperte. E insieme alle valigie i due militari spalancano lo scenario di un giallo internazionale. Traffico di titoli, falso, truffa, chissà di cosa diamine stiamo parlando. L’unica certezza è che il colpo era colossale. E ricorda quanto tumultuoso sia il fiume degli affari sporchi che giorno per giorno incrocia il corso dell’economia pulita, mischiandosi ad essa e producendo utili fantasmagorici.La notizia viene diramata la sera di giovedì. Ed è così enorme - nelle sue cifre - che i giornali di ieri quasi non se ne accorgono. Perché il comunicato congiunto delle Dogane e delle Fiamme gialle parla di un sequestro da 134 miliardi di dollari. A tanto ammontano i titoli di Stato americani che saltano fuori dalle valigie dei due giapponesi, quando la Finanza le apre e ne smaschera - sotto le camicie ed i pedalini - il doppio fondo. 134 miliardi di dollari sono 96 miliardi di euro. L’equivalente di sette volte l’ultima legge finanziaria. Se i bond americani fossero buoni, solo a titolo di sanzione per l’esportazione clandestina lo Stato italiano potrebbe intascarsene il 40 per cento. 38 miliardi, euro più o meno. Roba da ricostruirci cinque volte l’Abruzzo.Ma sono buoni, o sono fasulli i bond sequestrati ai due giapponesi in giacca e cravatta? A lasciare esterrefatti è, insieme al valore complessivo del malloppo, il valore facciale dei titoli nascosti sotto le mutande. In una valigia, quella del giapponese più giovane, ci sono 249 obbligazioni della Federal Reserve americana da 500 milioni di dollari ciascuna. Nell’altra, solo dieci pezzi: «Kennedy Bond», altri titoli di Stato a stelle e strisce. Ma ognuno ha il valore nominale di un miliardo di dollari. I finanzieri non credono ai loro occhi. «One billion dollars». Possibile? No. Probabilmente non è possibile. Il giorno dopo, a Como, i finanzieri non si sbilanciano. Ma in cuor loro sono convinti che alla fine si scoprirà che i titoli sono falsi. Ma l’inchiesta non finisce qui. Anzi. Perché se i bond americani sono buoni, allora siamo davanti ad un clamoroso caso di esportazione di valuta. Ma se invece sono dei falsi, allora bisogna dire che sono dei falsi fatti dannatamente bene. Soprattutto i 249 pezzi da 500 milioni sono roba da professionisti: filigrana di alta qualità, nessuna sbavatura. Un lavoro che solo una band internazionale è in grado di mettere in piedi, come primo passo di una stangata memorabile.E poi ci sono loro. I giapponesi. Di truffatori - di «zanza», come li chiamava il gergo della malavita milanese - sulla frontiera italosvizzera ne sono circolati di tutte le razze e di tutti gli accenti. Da sempre. Ma invano si frugherebbero gli annali della cronaca nera alla ricerca di due «zanza» venuti dal Giappone. Una connection internazionale dai contorni inediti prende forma in queste ore nel fascicolo aperto dalla Procura di Como.

giovedì 18 giugno 2009

Unko-san: il tipico umorismo giapponese in un nuovo anime

I giapponesi sono "folli" e danno vita a manie collettive strane e un po’ pazze. Sapevate che nel Paese del Sol Levante hanno una passione per gli escrementi umani perchè dicono portino fortuna?
Addirittura in passato c’è stata una mostra a Himeji dedicata all’universo delle feci. Forse è da questo che deriva il successo di Unko-san, un nuovo anime che ha come protagonista un pezzo di feci marrone, dagli occhioni e le sopracciglia gialle, con dei poteri magici: dare una svolta alla vita degli amici sfortunati.
Il personaggio sta spopolando in giappone e sta diventando una moda tra le adolescenti. I brevi episodi sono da poco in onda nel programma musicale dal titolo ‘Otoemon’ su Kansai tv. Le storie girano intorno a Unko-san -il nome è un gioco di parole tra i termini giapponesi onu (fortuna) e unko (schifezza) -, un personaggio che ha uno scopo nella vita: diffondere la felicità sull’isola della fortuna popolata da tutta una serie di protagonisti della medesima forma. Se siete deboli di stomaco non ve lo consiglio, ma se volete sapere come si divertono i giapponesi date un’occhiata al video che segue.

video

Fonte

Il Giappone dell'illegalità: documentario gallese scuote il silenzio

L'articolo è del 2007 ma non penso che la situazione sia cambiata.

TOKYO: Pensando alla realtà giapponese e in particolar modo al controllo dell'immigrazione e della gestione delle attività lavorative valide ad ottenere un permesso di soggiorno in regola, immediatamente si ha in mente una realtà occlusiva, difficile da aggirare ed estremamente cauta nell'illecito. Io stesso durante i miei viaggi in Giappone ho sperimentato, al tempo in cui mi recavo per studio, il diniego di gestori di locali o di piccole agenzie di servizi, di fronte alle mie richieste di lavorare in una sorta di "nero legalizzato", o "arubaito" come è definita in giapponese l'attività lavorativa part time o saltuaria senza particolare forma contrattuale, compiuta dai giovani studenti universitari per mantenersi agli studi. Ero straniero, in una realtà sociale prettamente giapponese, pulita, ordinata e regolarizzata. Pur parlando la loro lingua e pur avendo diversi contatti d'appoggio non fu facile, come può esserlo per il caso italiano o europeo in genere, trovare lavoro, soprattutto se si è stranieri e con un semplice visto turistico. Me la cavai con un lavoro presso una pizzeria italiana gestita da giapponesi, amici di carissimi amici.Ma c'è una realtà che sottende all'apparente rigidità legalizzata dei numerosi locali a cui mi rivolsi per cercare lavoro a Tokyo. Ed appartiene al mondo dei locali notturni, invasi da centinaia di hostess straniere di bella presenza che lavorano come intrattenitrici nelle numerosissime discoteche, clubs o locali d'intrattenimento erotico della capitale. Basta passeggiare per Roppongi per rendersi conto di quante giovani donne straniere siano alle porte dei locali ad invitare i clienti ad entrare e, subito dopo aver varcato l'ingresso, magari spalleggiati da giovani buttafuori di colore alti due metri, ci si rende conto di cosa si nasconda dietro l'apparente immaculatezza dell'illegalità giapponese: sesso, droga, appuntamenti e perversione. Tutto diviene lecito nella patria della yakuza e paradiso del divertimento notturno di una capitale che non dorme mai.Queste ragazze sono assunte senza alcun permesso di soggiorno e senza alcuna tutela legale contro possibili aggressioni, atti di malavita e soprusi. In Giappone ciò che da noi è sugli occhi di tutti e affollato agli angoli dei marciapiedi delle metropoli e nella maggior parte dei casi affrontato con atti di polizia e d'intervento da parte della magistratura, qui è tutto perfettamente riordinato all'interno dei locali, in microcosmi celati a qualsiasi intervento di polizia o d'indagine della magistratura.Oggi l'ipocrisia del silenzio dell'amministrazione giapponese, così è definita dalla stampa l'atmosfera che circonda il fenomeno, è denunciata dalle pagine del Japan Times. Di stamani, difatti, è la pubblicazione dell'esperienza di una giornalista che dopo aver assunto in incognito i panni di una giovane e bella gaijin senza permesso di soggiorno, ha affrontato da sola il percorso seguito da molte altre giovani straniere attirate dallo scintillio della capitale giapponese e finite, magari ingenuamente, in una rete malavitosa da cui è difficile non solo uscire, ma soprattutto trovare tutela legale. La reporter inglese Sian Morgan, si finge hostess per condurre un documentario per conto di Welsh TV ed aiutata dal collaboratore Dai Davis inizia la ricerca di un lavoro. Il risultato? Nulla. Senza un permesso di lavoro nessuno è disposto ad assumere Morgan, in possesso di un semplice visto turistico della durata di tre mesi. "Come poter ottenere un permesso di lavoro se nessuno il lavoro me lo vuole dare?" si chiede Morgan. "In Europa trovi un lavoro e chiedi che ti venga riconosciuto lo status di lavoratore regolare, qui in Giappone sembra il contrario, assurdo!"Il tutto si rivela più facile, però, non appena Morgan chiede un colloquio presso un locale notturno. Apparentemente un disco bar. Nessun problema burocratico, solo la richiesta di utilizzare dati falsi, nessun pezzo di carta niente di niente, solo le indicazione degli orari di lavoro, l'abbigliamento e l'atteggiamento da mantenere con i clienti. Nessun riferimento al sesso. La prostituzione in Giappone è strettamente legala all'attività dei locali, ma non viene accennata in nessun modo, è lasciata sospesa e sottintesa, quale possibilità di incremento, guadagno aggiuntivo. L'eventualità si perde nel formalismo linguistico giapponese, a tratti capzioso e per nulla diretto. Per una straniera, che, poi forse il giapponese a malapena lo intende, il risultato di un comodo silenzio su riferimenti imbarazzanti e sconvenienti è facilmente raggiungibile. Davis si finge cliente presso il locale in cui Morgan è stata assunta. Parla alla donna che gestisce il tem di giovani hostess della possibilità d'intrattenersi a lungo con le ragazze che lavorano lì. "Mi sarei aspettato un no" spiega Davis, "dato che non ero un cliente abituale e che era la prima volta che andavo in quel locale, invece mi è stata data la possibilità di fissare un appuntamento privato". La stessa cosa si ripete anche in altri locali notturni. Ovviamente alla domanda diretta di poter pagare una prostituta, tutti i gestori rispondono di no, che le ragazze impiegate sono semplici hostess, cameriere o kyabakura (termine usato per indicare una sorta di intrattenitrice pagata per versare da bere e conversare col cliente, una sorta di sostegno psicologico dopo una giornata di stress e lavoro).La realtà è ben diversa. Lo testimonia il documentario di Morgan richiamata in diversi modi ad uscire con alcuni clienti, ad aumentare così la propria opportunità di carriera ed aggirate con l'abbaglio di una regolamentazione di lavoro. Il rischio? Un'infinita serie di soprusi celati nel silenzio come spesso accade nel racket della prostituzione di qualsiasi Paese.La testimonianza che si aggiunge è quella di Jean Stare, madre di Lucy Blackman una giovane ragazza inglese impiegata in un locale di Tokyo e scomparsa una sera d'estate del 2000. In seguito fu trovata assassinata. "Non abbiamo mai avuto nessuna risposta" spiega Jean la madre "solo il silenzio e il sorriso cortese di centinaia di funzionari che ci spiegavano quanto il Giappone fosse totalmente estraneo alla faccenda ,e che mia figlia era una straniera in uno stato d'illegalità" L'assassino Joji Obara, è un giovane uomo d'affari giapponese, ottima cultura e assiduo frequentatore della Tokyo notturna. Con il suo arresto Tokyo si risveglia fiera dell'aurea di legalità che punisce nella capitale la criminalità sfuggita al controllo del lecito.

mercoledì 17 giugno 2009

Freddure nipponiche

Una piccola raccolta di barzellette giapponesi...

Il locale a luci rosse non è un posto da andarci due volte" disse una volta un uomo. E ci andò tre volte.."

Cosa sono io?" chiede un bambino ad un altro bambino"
Un bambino!" risponde l'altro"
No! Sono un albero!" replica il primo "Dobbiamo ricominciare!
Cosa sono io?""Un albero!""
No! Sono un bambino!" ."

Ora ti racconterò una barzelletta che ti ucciderà dalle risate""No, ti prego, sono troppo giovane per morire.".

Un certo giorno di un certo tranquillo pomeriggio, in una certa città, un uomo entrò in un negozio e chiese: "Questo è un buon negozio?"E il negoziante rispose: "Si, lo è. Ma lei può entrare ugualmente."

"Chiedimi se sono un coniglio.""Sei un coniglio?""Si, sono un coniglio. Ora chiedimi se sono un elefante.""Sei un elefante?""No. Sei uno sciocco. Ti ho appena detto che sono un coniglio!"

Se state ridendo avvertitemi :)))

martedì 16 giugno 2009

Wrestling - Lutto in Giappone: muore "Tiger Mask"

Scompare tragicamente sul ring, durante un match Mitsuharu Misawa: aveva dato vita all'Uomo Tigre ed era stato uno dei wrestler giapponesi più popolari e rispettati in assoluto nella storia del business. Lo ha ucciso l'impatto a terra dopo una mossa di routine...

Il wrestling piange un'altra vittima: Mitsuharu Misawa, uno dei wrestler più amati e rappresentativi del puroresu giapponese è tragicamente scomparso sul ring, durante un match, per le complicazioni successive a una mossa definita "di routine" dagli addetti ai lavori.
Mitsuharu Misawa aveva rappresentato per anni il wrestling giapponese al massimo livello, non solo in Giappone, ma nel mondo. Aveva lavorato con tutti i migliori e più quotati wrestler professionisti e lui stesso per anni aveva indossato la mitica maschera di Tiger Mask che aveva ereditato dal leggendario Satoru Sayama, il wrestler che per primo aveva dato vita sul ring al popolarissimo personaggio dei manga giapponesi.
Misawa era stato campione dei pesi massimi cinque volte con la New Japan Pro Wrestling conquistando numerose volte e con diversi patrner il titolo di coppia. Poi, una volta intrapresa una carriera non solo agonistica ma anche manageriale, aveva fondato la Pro Wrestling NOAH, una delle più importanti federazioni giapponesi. Se con la maschera di Tiger Mask era stato considerato uno dei wrestler più popolari di tutti i tempi, una volta passato il testimone e ceduta la maschera, lottando con il suo vero volto, Misawa era diventato ancora più popolare in Giappone, conquistando uno dietro l'altro tutti i titoli più significativi.
Sulle circostanze che hanno portato al suo decesso è stata aperta un'inchiesta dalle autorità giapponesi, ma l'ipotesi di un tragico infortunio è al momento l'unica plausibile: Misawa stava combattendo a Hiroshima insieme a Go Shiozaki per il titolo di coppia contro Bison Smith e Akitoshi Saito. Sarebbe stata proprio una belly-to-back suplex di Saito, una tecnica di sollevamento e slam nella quale il corpo dell'avversario viene portato schiena a terra, a causare l'infortunio mortale: una mossa che Misawa aveva eseguito e subito centinaia di volte, una mossa standard.
Misawa è rimasto immobile al tappeto e l'arbitro, che si è reso subito conto della gravità dell'accaduto, ha fermato il match chiamando i soccorsi: un primo tentativo di rianimazione ha consentito a Misawa di reagire, ma non di riprendere conoscenza. Una volta in ospedale il wrestler è deceduto per le conseguenze di un trauma cervicale irreparabile.
Stando a quelle che sono le ultime notizie provenienti dal Giappone l'incidente di Misawa sarebbe in realtà l'esito fatale di una serie di traumi che avevano già compromesso il collo e la colonna vertebrale del wrestler.
Il Giappone è sotto shock: Misawa era amatissimo in tutto il paese , un vero e proprio mito, paragonabile forse solo a quello che Hulk Hogan e The Rock rappresentano negli Stati Uniti. Misawa avrebbe compiuto 47 anni giovedì.

lunedì 15 giugno 2009

Giappone, bimbi e GPS contro i virus

Stamattina ho letto questa notizia...non so che pensare.

Infetteranno i bambini, ne seguiranno i movimenti a scuola e a casa per studiare il diffondersi di malattie contagiose: è quanto prevede di sperimentare il governo giapponese, ispirato dall'epidemia di influenza H1N1, per preparare contromisure adeguate ad eventuali contagi epidemici. I genitori possono stare tranquilli, fortunatamente non saranno i loro piccoli a svolgere la parte della cavia in questo esperimento che dovrebbe avere luogo tra qualche mese. Ancora una volta sarà il cellulare, gadget ormai immancabile non solo per i giovani giapponesi, la piattaforma grazie alla quale si cercherà di arginare l'azione degli agenti patogeni. Il teatro iniziale di questa operazione non è stato ancora definito: Softbank, carrier telefonico giapponese incaricato di fornire supporto tecnico, starebbe cercando una scuola elementare con almeno un migliaio di studenti per dare loro telefonini tracciabili minuto per minuto al fine di registrarne la posizione su un database.
Dopo aver armato gli studenti si faranno passare alcuni giorni dopo i quali verranno scelti a caso alcuni soggetti da considerare malati: verranno quindi analizzati i movimenti di questi infetti cercando di ricostruire i loro itinerari all'interno della scuola al fine di determinare quanti altri studenti sani siano stati contagiati dagli untori. Inoltre le famiglie degli infetti riceveranno messaggi in cui verrà consigliato di sottoporsi ad accertamenti medici nella speranza che in un'occasione reale ciò possa costituire un argine al contagio.Masato Takahashi di Softbank, ha sottolineato come sia rapida la diffusione di epidemie simili a quella dell'influenza A: "Se riuscissimo a diminuire, anche di poco, la velocità dell'infezione - spiega Takahashi - potremmo tenerla sotto controllo con più facilità". A supportare questa tesi è poi intervenuta la stessa compagnia con un comunicato ufficiale in cui si dichiara che questo progetto potrebbe essere più risolutivo del Tamiflu nel debellare l'influenza. Non resta che attendere l'avvio dell'esperimento.

Fonte

domenica 14 giugno 2009

Domenica giapponese

Generalmente il sabato dedico almeno un'ora (un'ora e mezza) allo studio sistematico del giapponese.Ma ieri ero stanco e quindi il sabato e' diventato domenica :)
La prima mezz'ora io e Chiaki parliamo o meglio"shaberiamo" poi mezz'ora di lettura e l'ultima mezz'ora dedicata alla scrittura dei kanji.
Oggi ho scritto le seguenti frasi(le prime quattro forse un tantino piu' complesse ,l'ultima decisamente facile):

1)それは日本で最も歴史が古い建物です
2)彼は日本語 検定試験一級の資格を持っています
3)ここにあなたの現住所を書いてください
4)集会には大阪支社の全員が参加する予定です
5)町で友達に会いました

Se avete voglia e tempo provate a tradurle e a riscriverle.
Ciao ciao dopo i compiti usciamo a passeggiare.Buona domenica a tutti.

venerdì 12 giugno 2009

Piccola domanda

Durante il matrimonio di Claudia e Yuichiro, in alcuni momenti è piovuto ma contemporaneamente c'era il sole...
Come si dice in giapponese la situazione in cui piove ma c'è il sole?

Non si vince nulla !!

Giappone, piovono girini e pesci

Ecco la dimostrazione che in Giappone nulla è impossibile,neppure i miracoli:

Misterioso evento meteorologico
Da giorni a Nanao e in altri luoghi della prefettura di Ishikawa non si parla d'altro. Sulla costa centrale del mar del Giappone sono infatti caduti dal cielo girini e pesci. Secondo gli abitanti si è trattato di una "pioggia miracolosa", ma gli esperti e i meteorologi ipotizzano invece un'intensa e piccola turbolenza, come un mini-tornado, o addirittura che i piccoli animali possano essere stati persi durante il volo da uccelli come i corvi o le gru nipponiche.
Sulle cause della misteriosa pioggia, per ora, non ci sono certezze. Ma le testimonianze dei locali non lasciano adito a molti dubbi sulla veridicità dell'evento straordinario. Sulla base delle ricostruzioni fatte dalla stampa locale, un uomo di 55 anni ha spiegato di aver udito giovedì scorso strani rumori e, avvicinatosi a un parcheggio pubblico nel centro della città di Nanao, ha visto un centinaio di girini di pochi centimetri distribuiti su una superficie di una decina di metri quadrati. Il fenomeno si è poi ripetuto sabato anche nella città di Hakusan. Le ipotesi formulate dagli esperti puntano tutto su un evento atmosferico eccezionale, ma spiegabile. L'osservatorio meteorologico della vicina Kanazawa ha fatto però notare che le condizioni del tempo, considerando che i fenomeni sono stati segnalati già a inizio mese, non possono giustificare "piogge anomale" come quelle di Nanao e Hakusan. Sulle cause, dunque, si è acceso un interessante dibattito, che ha coinvolto anche l'Istituto ornitologico Yamashina di Abiko, nella prefettura di Chiba. Secondo i ricercatori dell'ateneo, infatti, i girini potrebbero essere stati persi in aria da uccelli di grandi dimensioni. Il mistero resto fitto.

giappone giappone giappone giappone giappone giappone giappone giappone giappone giappone
kansai kansai kansai kansai kansai kansai kansai kansai kansai kansai kansai kansai kansai
kansai kansai kansai kansai kansai kansai kansai kansai kansai kansai kansai kansai kansai

mercoledì 10 giugno 2009

MATRIMONIO DELL'ANNO

Oggi un post piccolo per un grande evento:il matrimonio di Claudia e Yuichiro.

Gli sposi al Campidoglio.

Aspettavamo da mesi questo giorno (domenica 7 giugno) e finalmente è arrivato.La descrizione della giornata è stata fatta in maniera precisa da Gianluca e Kanako ,voglio solo aggiungere che è stata una giornata bellissima durante la quale ho potuto conoscere tante persone nuove. Ognuna con le proprie idee,aspirazioni,sogni e speranze ma tutte accomunate dal desiderio di conoscere e conoscerci.

Io e Chiaki siamo felicissimi nel vedere Claudia e Yuichiro cosi innamorati e pronti a costruire una nuova vita. Certo Claudia ci mancherà tanto, non potremo incontrarla spesso come nel passato ma, sapendola serena e felice insieme al suo Yuichiro il nostro cuore sarà gioioso.

Ciao Claudia e Yuichiro siate sempre felici,sempre.

T&C

P.S Un ringraziamento a tutti per la splendida giornata.
E un ringraziamento particolare a Kanako per la vestizione del kimono di Chiaki.



Kanako e Chiaki passeggiano in Via Veneto.


Da sinistra a destra:Nicola,Claudia,Yuichiro,Mario(il piu' alto di tutti),Haruko,Gianluca,Kanako,Chiaki,Tore.

Nella foto di gruppo mancano Andrea e Federica

martedì 9 giugno 2009

GIAPPONE: SCRITTO SU CARTA IGIENICA ULTIMO RACCONTO DEL MAESTRO KOJI SUZUKI


Tokyo, 8 giu. - Il maestro dell'horror giapponese Koji Suzuki, autore dei best seller "Dark Water", "Spiral" e, soprattutto, "The Ring" ha scelto un formato decisamente innovativo per il suo ultimo racconto: il rotolo di carta igienica. Lo scrittore ha infatti pubblicato per la Hayashi Paper il suo nuovo racconto, intitolato, 'Drop', sui classici rotoli di carta per la toilette. Ciascun rotolo sara' venduto per soli 210 yen (circa 1 euro e 60) ed e' destinato soprattutto ai bagni pubblici o ospitati in locali pubblici.


Certo che le battute vengono spontanee :)))

lunedì 8 giugno 2009

Chiasso: "Niente da dichiarare" In valigia hanno 96 miliardi di euro

Pubblico questa notizia perchè secondo me è una bufola del "giornale", nel senso che i "giapponesi"altro non sono che cinesi con passaporti giapponesi probabilmente sottratti ad ignari turisti nipponici.
Ora però il "giornale" li definisce con gli occhi a mandorla :))))...ricordate il pezzo precedente dei musi....??

Il Grande Colpo finisce su un marciapiede della stazione di Chiasso, alle due e mezza di un pomeriggio di sole. Ai due businessman con gli occhi a mandorla si affiancano due finanzieri in divisa grigia. È una specie di duello silenzioso, quello che si combatte accanto ai binari. Da una parte i due giapponesi che mettono in campo tutta la loro arte di passare inosservati, scivolare via, rendersi invisibili. Dall’altra l’eterno alleato di ogni sbirro: il fiuto, il senso che ti fa sentire nell’aria che qualcosa non va, che un dettaglio non è come dovrebbe essere, che una narice freme invece di stare ferma. A volte vincono i cattivi. A volte no. Mercoledì pomeriggio, alla stazione di Chiasso, vincono i finanzieri. Le valigie dei due vengono aperte. E insieme alle valigie i due militari spalancano lo scenario di un giallo internazionale. Traffico di titoli, falso, truffa, chissà di cosa diamine stiamo parlando. L’unica certezza è che il colpo era colossale. E ricorda quanto tumultuoso sia il fiume degli affari sporchi che giorno per giorno incrocia il corso dell’economia pulita, mischiandosi ad essa e producendo utili fantasmagorici.La notizia viene diramata la sera di giovedì. Ed è così enorme - nelle sue cifre - che i giornali di ieri quasi non se ne accorgono. Perché il comunicato congiunto delle Dogane e delle Fiamme gialle parla di un sequestro da 134 miliardi di dollari. A tanto ammontano i titoli di Stato americani che saltano fuori dalle valigie dei due giapponesi, quando la Finanza le apre e ne smaschera - sotto le camicie ed i pedalini - il doppio fondo. 134 miliardi di dollari sono 96 miliardi di euro. L’equivalente di sette volte l’ultima legge finanziaria. Se i bond americani fossero buoni, solo a titolo di sanzione per l’esportazione clandestina lo Stato italiano potrebbe intascarsene il 40 per cento. 38 miliardi, euro più o meno. Roba da ricostruirci cinque volte l’Abruzzo.Ma sono buoni, o sono fasulli i bond sequestrati ai due giapponesi in giacca e cravatta? A lasciare esterrefatti è, insieme al valore complessivo del malloppo, il valore facciale dei titoli nascosti sotto le mutande. In una valigia, quella del giapponese più giovane, ci sono 249 obbligazioni della Federal Reserve americana da 500 milioni di dollari ciascuna. Nell’altra, solo dieci pezzi: «Kennedy Bond», altri titoli di Stato a stelle e strisce. Ma ognuno ha il valore nominale di un miliardo di dollari. I finanzieri non credono ai loro occhi. «One billion dollars». Possibile? No. Probabilmente non è possibile. Il giorno dopo, a Como, i finanzieri non si sbilanciano. Ma in cuor loro sono convinti che alla fine si scoprirà che i titoli sono falsi. Ma l’inchiesta non finisce qui. Anzi. Perché se i bond americani sono buoni, allora siamo davanti ad un clamoroso caso di esportazione di valuta. Ma se invece sono dei falsi, allora bisogna dire che sono dei falsi fatti dannatamente bene. Soprattutto i 249 pezzi da 500 milioni sono roba da professionisti: filigrana di alta qualità, nessuna sbavatura. Un lavoro che solo una band internazionale è in grado di mettere in piedi, come primo passo di una stangata memorabile.E poi ci sono loro. I giapponesi. Di truffatori - di «zanza», come li chiamava il gergo della malavita milanese - sulla frontiera italosvizzera ne sono circolati di tutte le razze e di tutti gli accenti. Da sempre. Ma invano si frugherebbero gli annali della cronaca nera alla ricerca di due «zanza» venuti dal Giappone. Una connection internazionale dai contorni inediti prende forma in queste ore nel fascicolo aperto dalla Procura di Como.

fonte

AUGURIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII ご結婚おめでとうございます!

AUGURI CARI AMICI MIEI...
ご結婚おめでとうございます!
e grazie a tutti quelli che ho conosciuto durante la bellissima festa di matrimonio di ieri.
Aspettiamo il via per scatenare la pubblicazione di tante e bellissime foto.
Per sapere a chi mi riferisco vedete qui :)))))))
Ciaoo
Tore e Chiaki

venerdì 5 giugno 2009

プール開き 児童が「はんぎり乗り」に挑戦 福岡・筑後


プール開きで「はんぎり乗り」に挑戦する古島小の児童=福岡県筑後市で2009年6月5日午前11時9分、上入来尚撮影

giovedì 4 giugno 2009

Giappone, ecco il manichino robot

Nelle vetrine dei negozi giapponesi sta per arrivare il primo manichino intelligente, un robot in piena regola dotato di limitata intelligenza artificiale e in grado di cambiare postura a seconda della situazione. "Palette" è programmato per interagire con il pubblico grazie a pontenti sensori esterni, riproducendo pose diverse in base al numero e alla posizione delle persone che si trovano nelle vicinanze.
"Con questo prodotto - ha dichiarato il titolare dell'azienda produttrice, Tatsuya Matsui - vogliamo dimostrare che i robot umanoidi sono ormai una realta' pronta per il mercato". Il modello è disponibile in due versioni, una limitata dal torso in su (41 cm) e una completa, con un corpo intero da 185 cm di altezza dotato di 16 parti mobili. Il modello completo può essere noleggiato per un periodo di quattro giorni ad un costo di 300.000 yen (2.200 euro).

mercoledì 3 giugno 2009

Greenpeace apre la guerra al sushi

I verdi invadono il Nobu di Manhattan
Blitz di Greenpeace contro Nobu, il tempio del sushi a Manhattan accusato di servire tonno bluefin, in via d’estinzione. Si è trattato di un’incursione studiata nei minimi dettagli. Un nutrito gruppo di attivisti è riuscito a prenotare alcuni dei molto ambiti tavoli durante la stessa serata e, una volta entrato nel locale al 105 di Hudson Street, si è diviso in due missioni separate, quasi di trattasse di un team di teste di cuoio. Alcuni si sono avvicinati ai camerieri tentando di mischiare ai menu tradizionali del locale altri menu stampati in maniera del tutto identica ma che indicavano portate-shock del tipo «Cosciotto stagionato di gorilla di montagna in salsa di rinoceronte»: hanno cercato di farli arrivare agli avventori per allertarli sulla carenza di attenzione del ristorante giapponese verso le specie animali che rischiano l’estinzione. Altri militanti si sedevano intanto ai tavoli cominciando a distribuire nella sala biglietti da visita con la dicitura «esperto di specie in via di estinzione», offrendo commenti e consigli sui piatti da scegliere. Per alcuni minuti il personale del gettonato locale si è fatto cogliere di sorpresa e vi sono stati momenti di confusione perché alcuni clienti hanno iniziato a discutere con i giovani di Greenpeace, pronti a spiegare perché «ordinare il tonno bluefin» significhi «contribuire alla distruzione della fauna degli Oceani». Dopo lo smarrimento iniziale, i camerieri e il personale della sicurezza sono riusciti ad allontanare i militanti, ma alcuni di loro hanno fatto resistenza. Casson Trenor, uno degli organizzatori del blitz, ha iniziato a spostarsi velocemente attraverso le sale disseminando ovunque i falsi menu, alcuni dei quali sono stati poi trovati nei bagni. Eva Erbskorn ha scelto invece di ingaggiare una vivace discussione con i camerieri al fine di convincerli a non servire più il «bluefin tuna» in ragione del fatto che «oramai ne esistono appena 10 mila esemplari rispetto agli 80 mila di pochi anni fa» e questo a causa della «estrema voracità di molti clienti come quelli di Nobu». Greenpeace tempo aveva aveva già messo a segno un colpo a sorpresa contro il Nobu a Londra e in quell’occasione i titolari del locale reagirono dando alle stampe nuovi menu aggiungendo sotto l’offerta di «bluefin tuna» una frase che suggerisce «delle alternative» in ragione del «pericolo di estinzione di questa creatura». Ma il rimedio non ha fatto altro che incentivare curiosità e consumo per la carne pregiata di un pesce che può arrivare a pesare oltre 300 chili ed è a tal punto richiesto sul mercato giapponese da essere venduto al mercato di Tokyo ad un prezzo di 100 mila dollari l’esemplare. Alla raffica di proteste Nobu - una catena presente in 24 città del mondo - risponde con la portavoce Ming Dhanasarnsilp, secondo la quale «dimostriamo da tempo sensibilità sulla questione offrendo ai nostri clienti soluzioni alternative» come dimostra «l’impegno per allevare in Australia il tonno kindai, dal sapore molto simile». Ma ciò non può portare al blocco delle vendite perché «il tonno bluefin fa ancora parte della cucina giapponese che noi rappresentiamo» oltre al fatto di «non essere stato incluso in alcuna lista ufficiale di animali considerati in pericolo». «Anche noi vogliamo proteggere gli Oceani - termina la portavoce - perché è da lì che arrivano i nostri pesci ma il modo di farlo non è certo importunare gli ospiti come ha fatto Greenpeace».«Il tonno bluefin è una specie a rischio, per favore, chiedete al vostro cameriere un’alternativa». La nota in fondo al menù del Nobu di Londra è stata aggiunta dopo le proteste di Greenpeace un anno fa, anche se il ristorante giapponese adorato dai ricchi e famosi - tra i clienti abituali del locale di cui uno dei proprietari è Robert De Niro ci sono Brad Pitt, Kate Moss, David Beckham e signora e George Clooney - continua a servire il pregiato pesce. Per lo chef Nobu Matsuhisa - che grazie al successo della sua idea di adatttare la cucina tradizionale del Sol Levante ai palati occidentali in un ambiente di lusso ha aperto ormai 24 ristoranti a sua firma in 16 città del mondo - il tonno bluefin fa parte della cucina giapponese.

Fonte

lunedì 1 giugno 2009

Oda Yuji sotto casa




Oggi una notizia, diciamo un po' particolare.


Io e Chiaki , stavamo rientrando a casa con in mano le buste della spesa,io avevo anche una padella nuova nuova,quando ti vedo di fronte al portone di casa nostra almeno una decina di giapponesi che fanno foto.
(fin qui nulla di strano :)) ).
Subito, intuisco che non si tratta di turisti e fotografi occasionali ma bensi' fotografi professionali.Arrivati a qualche metro di distanza capiamo il motivo della loro presenza: si tratta di un servizio fotografico con l'attore e cantante giapponese Oda Yuji.


Con le buste della spesa passiamo in mezzo al set fotografico, un po' imbarazzati, ma contenti che abbiano scelto come location la via dove abitiamo a Roma.