venerdì 27 febbraio 2009

I postini di Edo

Oggi piccolissimo post scherzoso. Ho trovato chi andava più veloce delle poste Italiane di oggi :gli Hikyaku 飛脚.
Durante il periodo di Edo svolgevano il servizio postale tra Edo e Kyoto in meno di 6 giorni (andata e ritorno).
E nota di cronaca, non portavano,sembra, i fundoshi (le mutande per intenderci).





mercoledì 25 febbraio 2009

Nihon Bashi 日本橋

Si tratta di uno dei ponti più famosi del Giappone e si chiama "Nihon bashi 日本橋" (significa appunto "il ponte del Giappone"). E' il punto di partenza delle 7 strade statali (p.e. SS n.1 detto "Toukaidou" guardate la foto che indica il chilometro zero) ed era il punto da cui nel periodo Edo i giapponesi misuravano le distanze. Ha una lunga storia e si possono vedere tante pitture "ukiyo e" (ho riportato il famoso ukiyo-e di Hiroshige) che hanno per soggetto questo ponte. Purtroppo fu costruita un'autostrada sopra questo ponte (come vedete nella foto di oggi) nel 1964, in occasione delle Olimpiadi, e quindi ha perso il suo bell'aspetto originale mortificando la sua gloria.





Da sinistra a destra:Ukiyoe di hiroshige,Nihon Bashi nel 1946, ,il chilometro zero ,e sotto il Nihon bashi oggi.


lunedì 23 febbraio 2009

OBAMA: FESTA E HULA HOP NELLA OBAMA GIAPPONESE

Notizia vecchia ma non importa...
Grandi festeggiamenti a Obama, la citta' portuale giapponese che porta il nome del neopresidente degli Stati Uniti. La vittoria di Barack e' stata celebrata a ritmo di rock'n'roll e coreografici danzatori di hula hop hanno reso omaggio alle Hawaii, che hanno dato i natali al senatore afroamericano. A Obama, che in giapponese vuol dire 'spiaggetta', l'omonimia con il candidato democratico e' stata trasformata in un business turistico da una parte dei 32mila abitanti, con negozi che vendono ogni sorta di souvenir.


Tratta da Repubblica del (05 novembre 2008)


Aggiungo che fu lo stesso senatore, in un suo viaggio in Giappone nel 2006, a rendere nota questa curiosità(il fatto che in Giappone esista una citta che porta il suo cognome) raccontando un aneddoto durante un'intervista televisiva. All'aereoporto un funzionario doganale, vedendo il suo passaporto, gli fece notare che in Giappone c'era un paese con lo stesso nome. Obama, divertito, rispose che egli era originario proprio di Obama.Il sindaco di Obama, Toshio Murakami venne a conoscenza dell'aneddoto e prese la palla al balzo intuendo le possibilità commerciali di questa omonimia. Gli spedì subito delle bacchette laccate, che vengono prodotte ad Obama. e una lettera di ringraziamento per la pubblicità fatta alla cittadina.

Grande Obama....la città o il presidente?

sabato 21 febbraio 2009

Le donne-maschio di Takarazuka

Nel 1916 il signor Kobayashi小林 decise di aprire una linea ferroviaria lunga una cinquantina di chilometri che collegava Osaka alla cittadina di Takarazuka,dove allora non c’era nulla di attraente se non una piccolo fonte termale.I treni dunque viaggiavano semivuoti e gli incassi erano magri.Kobayashi decise allora di inventarsi qualcosa per promuovere il turismo. Dopo aver visto un’opera lirica italiana a Tokyo decise di fondare proprio nella sperduta takarazuka un teatro moderno 宝塚歌劇団di tipo nuovo,con orchestra occidentale e con un repertorio occidentale , ma con solo donne sul palcoscenico anche nelle parti dell’uomo.La cosa pensava, avrebbe solleticato il pubblico maschile…cosi pensava il signor Kobayashi.Fece costruire il teatro con annessa scuola di recitazione e stabili’ regole severissime per la selezione: dovevano essere pure,belle,serie e possibilmente di buona famiglia.Forse oggi il primo requisito e’ stato abolito…ma non so’.L’eta’ doveva essere compresa fra i 15 e 18 anni. Dopo cinque anni di intensi corsi di recitazione, ballo, canto le ragazze possono esibirsi a Tokyo o nel teatro principale di (タカラヅカ)Takarazuka.Oggi il teatro fa incassi da record per ogni rappresentazione(un biglietto nei posti migliori costa intorno ai 13000 yen) e anche le ferrovie Hakyu si sono ampliate acquisendo banche, societa’ immobiliari e catene di supermercati. Kobayashisan aveva fatto bene I suoi conti , anche se si era sbagliato sull’attrazione che le sue ragazze avrebbero avuto sul pubblico maschile.Infatti il teatro e’ diventato il sogno di una mascolinita che si presenta in forma ambigua, e per questo piu’ accettabile,secondo un canone imposto dal teatro Kabuki, teatro di soli uomini.Ma nel Kabuki la femminilita’ e’ espresso in forma stilizzata mentre, nel teatro di Takarazuka le donne-uomo 男役 (otoko-yaku) ha una carica sensuale molto piu’ accentuate.
Nessun uomo puo’ essere bello quanto una donna bella che fa la parte di un uomo.

Per vedere tutte le foto cliccate qui sotto:
Superior  Fiore  Stella  Luna  Cosmos

Tutte le foto sono tratte dal sito del Teatro

giovedì 19 febbraio 2009

Nattou なっとう 納豆

Il "nattou" (la soia bollita e fatta fermentare),rappresenta un cibo della cucina tradizionale giapponese.Si ritiene che sia un cibo che abbia avuto origine più di 10000 anni or sono.Generalmente fa parte della colazione tipica giapponese introdotta nel periodo di Edo , intorno al 1603,e si serve sul riso bollito e insieme al misoshiru.Durante il periodo Taisho(1913...) l'università di Hokkaido fece una ricerca sulle caratteristiche organolettiche del nattou e su i suoi benefici che si possono ottenere dal consumo quotidiano del nattou stabilendo, che è ricco di vitamine, minerali e fibre nonche di proteine di alto valore nutritivo.In Giappone il consumo di nattou non è comunque uniforme, essendo più concentrato nella regione del Kantou piuttosto che nel kansai.Attualmente nella provincia di Ibaragi si produce uno dei nattou più buoni del Giappone.

mercoledì 18 febbraio 2009

Hiroshige a Roma

La prima mostra in Italia su Utagawa Hiroshige (Tokyo, 1797-1858), uno dei più importanti pittori giapponesi del XIX secolo.La mostra, prodotta da Fondazione Roma e organizzata da Arthemisia, ripercorre tutta l’opera di Hiroshige e tutti i temi a lui cari: la natura, gli animali, i paesaggi, i viaggi. Il suo punto di massima espressione artistica è raggiunto dalla rappresentazione della natura, tanto da essere chiamato “Il Maestro della natura”.Hiroshige fu un’artista di grandissimo successo, tanto da essere copiato in Oriente e in Occidente dai più grandi artisti dell’epoca come Van Gogh, Manet, Monet e molti altri.Più di 200 opere esposte in mostra, provenienti dall’Honolulu Academy of Art di Honolulu.La mostra, un’occasione unica per ammirare le opere di questo grande artista, proseguirà per la Dulwich Picture Gallery di Londra da luglio a settembre.





ROMA, FONDAZIONE ROMA MUSEO (già Museo del Corso)
17 MARZO / 7 GIUGNO 2009
Le informazioni sono state tratte da : SITO

martedì 17 febbraio 2009

mottainai もったいない, 勿体無い

Avete mai sentito la parola giapponese "mottainai"? "Mottainai" è una di quelle parole giapponesi che si sono diffuse nel Mondo.Indica una situazione in cui qualcosa non serve a niente se non si mette in luce il suo valore. Tutti dicono che non c'è nessuna parola straniera che corrisponde a "mottainai". Credo che questa idea sia molto importante nell'epoca attuale, in cui le tradizioi stanno scomparendo...E' una parola negativa che si usa rimpiangendo l'atto di aver sprecato qualcosa(quante volte ad esempio , mia moglie mi dice questa parola quando lascio qualche avanzo di cibo nel piatto). Questa parola deriva da uno stile di vita tradizionale giapponese in cui si usavano le cose per molto tempo fino a che non servono più. I fratelli minori mettevano i vestiti che mettevano i fratelli maggiori;ma questa succedevano, o succede ancor in Italia.Forse, se gli uomini, avessero ,questa parola, in mente ogniqualvolta fanno una loro attività forse avremo meno sprechi e un mondo più pulito e sano.Il premio Nobel Wangari Maathai considera "mottainai" come una delle parole da proteggere e divulgare.

Si dimette il ministro 中川財務


TOKYO - Il ministro delle Finanze giapponese, Shoichi Nakagawa si è dimesso dopo la bufera nata per la sua conferenza stampa in preda ai fumi dell'alcol durante il G7 di Roma, nonostante la fiducia rinnovatagli ieri dal premier Taro Aso. Nakagawa aveva negato in tutti i modi di aver bevuto durante l'appuntamento romano dell'ultimo fine settimana, adducendo invece l'effetto di farmaci contro il raffreddore.
Qualcuno potrebbe aggiungere che vedendo la faccia di Calderoli non c'è nulla di stranno nell'avere un ministro ubriaco al governo, oppure che .da come Tremonti fa di conto. anche il nostro ministro delle finanze si fa un bicchierino la mattina.Io sono tra i qualcuno.
Mi faccio delle domande. Ma nell'entourage del ministro Nakagawa nessuno si è accorto delle sue condizioni fisiche? Nessuno ha ritenuto necessario che forse era meglio non fargli fare la conferenza stampa? Nessuno tra i suoi stretti colalboratori si è accorto che era ubriaco?Nessuno si è mosso per evitargli una scena pietosa a prescindere che stesse male per colpa dei medicinali o del vino?
Fonte la Repubblica


video

lunedì 16 febbraio 2009

Egashira 2:50 江頭2:50

Egashira 2:50 (江頭2:50 secondo me è uno dei comici più pazzi che esistano in Giappone.
Egashira niji gojuppun , il suo vero nome è Hideharu Egashira 江頭 秀晴) è nato il 1 luglio del 1965 aChiyoda prefettura di Saga, il suo nickname è "Ega-chan" (エガちゃん).
Di seguito un serie filmato che , a me, fa morire da ridere, e per chi capisce il giapponese saranno ancora più divertenti.

video

C'è un filmato ma , mi vergono a farlo vedere :))), dove dopo aver introdotto della farina dentro il sedere fa una nuvola con una bella "honara"(peto)

sabato 14 febbraio 2009

La fine dello shogunato dei Tokugawa

La successione di battaglie che tra il 1868 ei 1869 porto’ alla disfatta militare dello shogunato dei Tokugawa e alla restaurazionedel governo imperiale e’ comunemente chiamata Guerra di戊辰 Boshin(dal nome dell’anno nel ciclo sessantennale).Il 3 gennaio
1868 un’alleanza filoimperiale guidata dale forze di Satsuma e di Choushu si impadroni del palazzo di Kyoto e proclamo’ la restaurazione imperiale.Le truppe del Bakufu cercarono di scacciare I ribelli, ma il 27 gennaio furono sconfitte nella battaglia di Fushimi e dovettero ripiegare per difendere lo shogun Yoshinobu e la citta’ di Edo. Grazie ad un accordo firmato da西郷隆盛 Saigo Takamori di Satuma e dal rappresentate del Bakufu ,Edo capitolo’ pacificamente.Nel nord di Honshu l’alleanza dei 31 feudi fedeli al
Bakufu resistette tutta l’estate a parte l’autunno del 1868 ma il 6 novembre subi’ una grave sconfitta a Wakamatsu nel feudo degli Aizu.Una flotta composta di otto navi continuo’ la resistenza di Hokkaido (definite “Repubblica” da Enomoto) fino al giugno del 1869.Al termine delle ostilita’ l’intero paese accetto’ il dominio del nuovo gorno imperiale, che per prima cosa dovette affrontare il pagamento dei debiti di Guerra e lo smantelamento feudale dei大名 daimyo.
Saigo Takamori a ragione si puo’ definire l’ultimo samurai.Un vero gigante se paragonato alla media dei giapponesi dell’epoca, si conquisto’ il rispetto di amici e avversari contribuendo alla restaurazione Meiji e caercando di migliore la sistuazione dei samurai.Quando le sue proposte di invadere la Corea furono respinte e, seppure rillutante,capeggio’ una rivolta contro le truppe imperiali.Durante tale rivolta fu ferito all’inguine.Uno dei seguaci lo trascino’ lontano dal campo di battaglia e li fece seppuku .L’ultimo samurai era cosi’ morto. Ma non il loro spirito. Le arti marziali in primis come il剣道 Kendo indicano una traccia , una道 via, la grandezza di un passato che stenterebbe a rivivere, solo per il loro tramite.
(T&C)

venerdì 13 febbraio 2009

Il castello più bello del mondo 姫路城,


Himeji, Patrimonio dell'Umanità Il castello di Himeji è stato dichiarato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO nel 1993. E’ il più grande dei 12 castelli feudali esistenti in Giappone, il più visitato dai turisti, il meglio conservato e il più interessante da un punto di vista costruttivo, perchè è un tipico esempio della cultura e dell’ingegno architettonico giapponese. Conosciuto anche come “castello dell’airone bianco”, per via della somiglianza delle mura bianche all’immagine di un airone che spicca il volo, il castello sorge su un’altura dominante la città.
Un pò di storiaNel 1346 Akamatsu Sadanori pianificò la costruzione di un castello, vicino al luogo dove suo padre, Akamatsu Norimura, aveva fatto costruire il tempio di Shomoyoji. Quando la zona passò sotto il controllo imperiale, nel 1577, Hideyoshi Toyotomi proseguì l’edificazione del castello, facendo costruire una torre di tre piani a scopo difensivo. Dopo la famosa battaglia di Sekigahara, nel 1601, Ieyasu Tokugawa divenuto sovrano del Giappone affidò il castello ad uno dei suoi più valenti generali, Ikeda Terumasa. Quest’ultimo, rendendosi conto del grande valore strategico del castello, iniziò un progetto di espansione durato 7 anni e al termine del quale l’edificio raggiunse la forma che in gran parte è quella conservatasi fino ad oggi. L’ultima grande struttura venne costruita nel 1618. Il complesso poteva ora rivaleggiare con i grandi castelli di Osaka e di Edo. Himeji fu uno degli ultimi possedimenti dei tozama daimyo (con questo termina si indicano i signori che avevano accettato di mettersi al seguito di Tokugawa Ieyasu dopo la battaglia di Sekigahara) a resistere alla fine del periodo Edo. Nel 1749 il castello passò sotto il controllo dei discendenti di Sakai Tadasumi. Nel 1868 il governo mandò l’armata “Okayama”, sotto il comando di un discendente di Keda Terumasa, per liberare il castello dai suoi occupanti, senza danneggiarne la struttura.Quando il sistema dei “han”(sistema creato da Toyotomi Hideyoshi per dividere il paese in feudi) fu abolito nel 1871, il castello fu abbandonato e poi venduto all’asta per la cifra di 23 yen e 50 sen. Nel 1879 il castello passò sotto il controllo del Ministero della Guerra. Nel 1910 la torre centrale fu rinnovata usando fondi pubblici. Himeji fu bombardata durante la II Guerra Mondiale, ma il castello fortunamente subì solo lievi danni: gli abitanti si prodigarono infatti per coprirlo con lenzuola e teli, al fine di nasconderlo alla vista degli aerei americani. La restaurazione del castello iniziò nel 1956 e finì nel 1964. Il processo di ristrutturazione faceva esclusivamente uso di metodi e materiali da costruzione tradizionali.
Architettura Il castello di Himeji è costruito da quattro torri di cui una è la torre principale e tre, le più piccole, sono quelle secondarie. Nel complesso del castello vi sono 30 torrette, alcune delle quali comunicanti tra di loro, che avevano la funzione di punti di osservazione e di spostamento veloce e sicuro delle truppe.Altro edificio interessante è il Harakiri-maru, letteralmente luogo per il suicidio rituale dei samurai. Il pozzo vicino all’edificio sembra venisse usato per lavare e pulire i corpi decapitati. In realtà questo edificio era uno dei posti più importanti per la difesa dell’entrata posteriore del castello. La torre principale è composta da sette piani, mentre le torri più piccole sono di cinque. La torre centrale, che poggia su un basamento di pietra, è alta 50 metri ed è rafforzata da due colonne di legno che corrono dal basamento fino all’ultimo piano. Per salire in cima (rigorosamente a piedi scalzi) si fa una certa fatica, soprattutto se la giornata è calda e umida, ma arrivati in cima ne vale la pena. Infatti si gode di un splendida vista e in giornate limpide si vedono le isole del mare interno del Seto.Lungo i cornicioni e le grondaie si possono vedere gli stemmi delle famiglie che contribuirono economicamente alla costruzione degli edifici; per esempio sulla grondaia di un deposito per le armi costruito sulle mura Ni c’è una tegola con incisa una croce. La parte a ovest della costruzione è dove vissero felicemente la Principessa Sen e il suo sposo Tadatoki Honda. Il fascino di questo vecchio castello ha fatto si che leggende, storie di fantasmi, aneddoti, fossero ambientate all’interno delle sue mura. Come per esempio la storia del fantasma di Okiku, una serva che per caso venne a scoprire che un dipendente del signore stava tramando per ucciderlo. Il complotto fu smascherato ma il cattivo riuscì a vendicarsi facendo incolpare la ragazza di aver rubato un prezioso piatto. Okiku fu torturata a morte e il suo corpo fu buttato in un pozzo, il pozzo di Okiku.

giovedì 12 febbraio 2009

Hikikomori ひきこもり o 引き篭り

Il fenomeno del Hikikomori(La parola hikikomori fu coniata dal dott.Tamaki Saito) è nato in Giappone ed è ora conosciuto come un problema di salute pubblica e si stima che ne siano afflitti più di 100 mila Giapponesi.Sebbene esistano anche ragazze, circa l’80% di hikikomori sono maschi, i più giovani hanno 13-14 anni, e i ritiri, questa sorta di “autosequestri”, possono durare anche più di 15 anni.E' un esempio di come l'isolamento sociale può diventare un vero problema sociale allargandosi a una grande massa di popolazione
frutto di fenomeni culturali come Internet, videogiochi e anime.Sulle cause del fenomeno si possono fare solo ipotesi. Come l’anoressia, la cui diffusione è pressocchè limitata alle culture occidentali, anche l’hikikomori sembra essere una sindrome culturale che si sviluppa in un paese specifico durante un particolare momento della sua storia. I giapponesi hanno dato la colpa a qualunque cosa: alle madri oppressive e a quelle assenti, ai padri troppo impegnati, al bullismo scolastico, all’economia in recessione, alle pressioni accademiche e ai video game etc....Ma forse è solo un modo per sfuggire a delle regole sociali troppo rigide ma, ripeto solno solo ipotesi.Di seguito riporto una bre storia tratta dall'articolo Una mattina, quando aveva 15 anni, Takeshi si chiuse alle spalle la porta della sua stanza e non vi uscì più per i successivi quattro anni.Non andò più a scuola, non lavorò, non incontrò amici. Mese dopo mese, 24 ore al giorno, visse (se vita si può chiamare) in una stanza non più grande di un
grosso materasso, mangiando gnocchi, riso e altre pietanze che sua madre cucinava, guardando giochi televisivi e ascoltando i Radiohead.”Qualcosa” diceva “che fosse scuro e suonasse disperato”.Anche Y.S., quando aveva 14 anni e dopo anni di maltrattamenti psicologici da parte dei compagni di scuola, si era ritirato nella sua stanza e aveva
continuato a guardare la televisione, a navigare su internet e a costruire modellini di automobili per 13 anni. Metà della sua vita.

martedì 10 febbraio 2009

Kendo Robot

Forse non tutti sanno che esiste un robot per fare la pratice del kendo e provare tutti i kata di quest'arte mearziale. Nei dojo di Kendo in Giappone esistono dei manichini che si possono usare per provare i colpi ma da qualche anno in Korea del sud hanno progettato e costruito un robot kendoka. L’androide, alto 163 cm e pesante 70 kg, è stato progettato dal professor Young-Bong Bang. Il suo scopo è aiutare nell’allenamento i kendoka, come sostituto delle attrezzature tradizionalmente usate nelle arti marziali (come il mook jong). Lo scopo della squadra di sviluppo è quella di far raggiungere al robot il terzo Dan…Sugoiii.
video

lunedì 9 febbraio 2009

Canto della luna

Ieri sera mentre mi recavo a casa di alcuni amici, brillava nel cielo di Roma una bellissima luna piena.In Giappone è (o era?) tradizione cantare una canzoncina mentre si osserva la luna
da una piccola finestrella. La canzone è stata ripresa anche nel film di Kurosawa

Madadayo - Il compleanno

Un film di Akira Kurosawa. Con Kyôko Kagawa, Tatsuo Matsumura, George Tokoro, Hisashi Igawa Commedia, durata 140 min. - Giappone 1993.


La canzoncina fa cosi:


Deta deta tsuki gaMarui marui manmarui
Bon no yona tsuki ga
Kakureta kumo ni Kuroi kuroi makkuroi Sumi no yona kumo ni
Mata deta tsuki ga Marui marui manmarui Bon no yona tsuki ga




Quando vedete la luna piena cantatela ...porta bene...

sabato 7 febbraio 2009

Cucina giapponese del 1958

Stavo riordinando le centinaia di libri che mio padre ha comprato nel corso dei decenni,
quando lo sguardo mi cade su un titolo che mi colpisce :The Flowery Sword. Autrice una signora dal nome Ethel Mannin。Il libro descrive un viaggio che la signora ha compiuto in Giappone nel 1958 (l'edizione e' del 1963). Il primo capitolo si intola semplicemente "La vita giapponese", inizio la lettura molto incuriosito da questa signora che 50 anni fa decide di affrontare un lungo viaggio,passando da Zurigo,Il Cairo,Bombay,Calcutta,Bangkok,HongKong in classe tutistica con la Air India*.
Dopo una descrizione dellacasa giapponese, passa a descrivere la cucina giapponese.
A questo punto riporto fedelmente la sua descrizione :Mi ero sempre vantata di poter mangiare qualsiasi cibo, ma la cucina giapponese mi ha completamente sconfitta.Di solito mi piace il pescema questo, cucinato in Giappone, e’ tutto diverso.Filetti di tonno in salsa di soia costituiscono per lo piu’ il contorno inevitabile di un piatto giapponese.Ho trovato degli europei a cui piace, ma a me ha sempre dato la nausea;Mi piacciono I gamberi ma in Giappone sono grossi come aragoste, ma sono sempre fritti in una stana miscela.(Tempura てんぷら?? J)) C’e’ sempre un pesciolino caratteristico che sembra una salsiccia con una chiusura lampo;la chiusura e’ la spina dorsale.Ha la consistenza e il gusto della gomma.La zuppa giapponese e’ acqua calda dove galleggiano fiori,foglie e alghe e qualche volte della pasta(Misoshiru 味噌汁?? J)).Servita in scodelle verniciate dall’aspetto carino ma non sa di nulla.Il cibo giapponese e’ molto decorativo ma, sfortunatamente, sebbene i miei occhi fossero deliziati, avvicinandosi a queste delizie rimanevo sempre delusa.
Per fortuna nel corso degli anni la cucina giapponese ha conquistato sempre maggiore prestigio nel mondo sia per la delicatezza delle materie prime, sia per la leggerezza delle composizioni,e per un gusto che va interpretato cosi diverso dai nostri sapori.
Oggi anche a Roma possiamo gustare una buona cucina giapponese anche se, lontana dalla vera cucina giapponese che si puo’ provare in Giappone ma, questo vale per qualsiasi cucina lontana dai luoghi d’origine.
Io personalmente ritengo la cucina giapponese , la vera cucina giapponese, quella che provo in Giappone, come una delle migliori del mondo.
Per chi volesse provare la cucina giapponese a Roma potete leggere Gianluca e Kanako (ristoranti giapponesi)


*Costo del biglietto a/r 1.250.000 lire dell’epoca !!!!

giovedì 5 febbraio 2009

2003 quando l'Italia arrivò terza ai campionati del mondo...

2003 Glasgow, Scotland
Quando l'Italia arrivò terza ai campionati del mondo ...non di calcio ma di Kendo.Un evento memorabile per una nazione prima nazione Europea ad arrivare tra le prime tre in un campionato del mondo di Kendo da sempre appannaggio di Giappone , Korea e a turno Brasile, Usa e Canada.Ecco i nostri campioni:Licausi , Soldati, Filippi ,Mandia e Pomero,Scarcella.Unica nazione a non avere tra le proprie fila atleti di nazionalià giapponese.I kendoka brasiliani si chiamano Toda, Onaka, Hiyashi, Kimura e Sato,giapponesi DOc.Quindi a maggior ragione arrivare terzi e misurarsi con i maestri giapponesi è stato per i nostri atleti orgoglio maggiore. L'Italia è arrivata in semifinale battendo nell'ordine l'Ungheria e il Brasile.Purtroppo in semifinale si incontra il Giappone.Si può solo immaginare cosa abbiano provato gli atleti italiani nel trovarsi faccia a faccia con Teramoto.Eiga,Sato,e Hirata.Purtroppo il punteggio è stato 5-0 per i nipponici ma, è stato una lotta alla pari.Mandia contro Teramoto fa un meraviglioso hikimen e un do che non gli viene dato di fronte agli sbigottiti spettatori e agli stessi tecnici giapponesi tantè che alla fine della serata, Eiga si va a scusare con i ragazzi italiani per il mancato punto.Gli altri sport dovrebbero imparare da questi atteggiamenti.Soldati si trova davanti alcampione del mondo uscente Sato e senzabattere ciglio attacca: combatte alla pari perde si ma solo per un men, Licausi con Hirata purprovando a prendere l’ippon subisce due kote come Scarcella con Iguchi do e men, infine Filippicon Eiga ( pluricampione del Giappone) 2 men.In finale Il Giappone andrà a vincere di misura allo spareggio con uno tsuki di Eiga sul koreanoKim(puoi vedere il filmato nella sezione i grnadi del kendo).Ma per una nazione Europea è stato come vincere.Grandi.
Attualmente Andrea Li Causi si allena a Roma con lo shudokan.
Qui potete trovare la descrizione completa dell'avvenimento fatta da Di Stefano Verrina.

Event Date 1st place 2nd place 3rd place 3rd place Men's Team 2003/7/6 Japan Korea USA Italy Men's Individual 2003/7/5 H.Sato(Japan) H.Iwasa(Japan) M.Sato(Japan) K.Lim(Korea) Women's Team 2003/7/4 Japan Korea Chinese Taipei Canada Women's Individual 2003/7/4 K.Baba(Japan) Y.Tsubota (Japan) K.Okada(Japan) S.Asahina (Japan)

martedì 3 febbraio 2009

Giappone Giappone .. ganbare!!

TOKYO - Panasonic annuncia il taglio di 15 mila posti di lavoro a livello complessivo e la chiusura di 27 impianti per contrastare gli effetti della crisi in corso. Perdite anche per il costruttore automobilistico giapponese Mitsubishi Motors, che ha annunciato oggi che si ritirerà totalmente dai rally, compreso Dakar, a causa della crisi economica. "L'improvviso crollo dell'economia mondiale ci obbliga a una maggior parsimonia nell'uso delle nostre risorse", spiega il gruppo in un comunicato. Mitsubishi ha partecipato 27 volte alla Dakar, vincendone 12 edizioni, delle quali sette consecutive. La casa automobilistica giapponese ha annunciato che si aspetta di chiudere l'esercizio 2008-2009 con una perdita netta di 60 miliardi di yen (500 milioni di euro). (4 febbraio 2009)

fonte Repubblica

lunedì 2 febbraio 2009

Basho poeta errante dell'asia

Anche noi che viviamo un periodo di incertezze non e’ difficile identificarsi con il vago disagio che tormentava Basho.Qualunque fosse l’origine del suo disagio la malinconia fu un elemento dominante della sua esistenza ed e’ sempre presente nei suoi scritti e forse fu il motivo del suo viaggio.Non so’ perche’ ma ho ripreso a leggere gli haiku di Basho.
Quasi tutte le sue impressioni raccolte durante il suo viaggio le scrisse nel capolavoro Oku no hosomichi (La stretta via dell’Oku)[Oku indicava le province del nord-est del Giappone]. Non sappiamo molto dei primi anni della vita del poeta, forse e’ nato nel 1644 a Ueno.La famiglia non era agiata, il padre era un samurai di basso rango. Tutti i suoi fratelli diventarono contadini e solo lui si appassionò alla letteratura. Frequento’ un poeta di nome Kigin e dopo la morte di quest’ultimo , Basho incomincio’ a soggiornare a Kyoto, dove iniziò a praticare lo Haikai, una forma poetica di versi concatenati.Proprio ai tempi di Basho lo haikai si stava evolvendo in una forma poetica originale lo Haiku, il famoso componimento di tre versi non rimati di lunghezza 5 7 5.
Ma veniamo al viaggio. Nel maggio del 1689 incomincio’ insieme al suo discepolo Sora un lungo viaggio senza una meta precisa diventanto un hyohakusha.Camminò per cinque lunghi mesi percorrendo circa 2000 km tra montagne, laghi e foreste e traendo dal viaggio stesso che, divento’ la sua stessa casa, spunti per scrivere Haiku di struggente bellezza.Il suo capolavoro si puo’ ritenere come un viaggio spirituale in cui si abbandona qualunque legame con le cose materiali e ci si affida completamente al destino , al viaggio stesso.Ancora oggi molte persone ripercorrono le orme del poeta e anche se, i luoghi descritti da Basho sono radicalmente cambiati, il messaggio del suo Oku no hosomichi rimarra’ per sempre nel cuore e nella mente di tutti i viaggiatori che vorrano cercare la bellezza in loro stessi che, poi fa si che I posti dove viviamo o visitiamo siano belli. Ho deciso di scrivere questo post perche’ sento che il viaggio sta scomparendo…
Riporto tre haiku che, secondo me sono l’epitome della bellezza, della semplicita della natura che ci regala immensi piaceri senza chidere nulla in cambio se non di essere ascoltata e rispettata.

Antico stagno,
Una rana si tuffa.
Il suono dell’acqua

古池や蛙飛びこむ水の音

Per un momento,chiusi nel ritiro della cascata
E’ prima estate.
しばらくは滝に籠もるや夏の初め 

E mentre ci separiamo come due parti di una conchiglia si allontana l’autunno
蛤のふたみに別れ行く秋ぞ

Chiaki grazieeeee




P.s il titolo dell'articolo è un'omaggio ad un'altro grande poeta...