venerdì 30 gennaio 2009

Giappone Giappone ...speriamo bene

Il Giappone vede la catastrofe crollano consumi e produzione

La sede centrale della Hitachi
TOKYO - Caduta record della produzione, brusco rialzo della disoccupazione, consumi in caduta libera: Gli indicatori ufficiali appena resi noti hanno confermato la gravità della recessione in Giappone, mentre notizie più che allarmanti arrivano anche dalle aziende, con annunci di perdite record e massicci licenziamenti anche in colossi come Honda o Hitachi. Secondo le statistiche ufficiali, la produzione industriale è crollata del 9,6 per cento in dicembre rispetto a novembre, il tasso di disoccupazione è aumentato in un mese di mezzo punto, passando da 3,9% a 4,4%, i consumi delle famiglie continuano a calare, con un -4,6 per cento rispetto a dieci mesi fa. Poi, il ritorno alla deflazione si conferma nella seconda economia mondiale, dove i prezzi al consumo sono aumentati soltanto dello 0,2 per cento in un anno. Tutti questi dati sono ben peggiori di quelli, pur negativi, previsti dagli economisti. E a questo si aggiungono le notizie catastrofiche che proprio oggi arrivano da alcuni dei colossi industriali. Sul fronte dell'industria automobilistica, la Honda ha registrato un calo di utili del 90% nel trimestre da ottobre e dicembre e ha ridotto del 57% le previsioni dei profitti netti per l'anno in corso, mentre l'altro gigante Toyota annuncerà per la prima volta dopo 40 anni perdite da 3,3 miliardi di euro. Intanto il gruppo industriale Hitachi ha annunciato un taglio di 7.000 posti a fronte di una perdita netta annuale di 5,8 miliardi di euro. Dati negativi che si sommano a quelli dei gruppi elettronici Sony e Toshiba, che hanno annunciato la soppressione di migliaia di posti di lavoro.

http://www.repubblica.it/2008/12/sezioni/economia/crisi-9/crisi-giappone/crisi-giappone.html

Scusate per il copia e incolla

mercoledì 28 gennaio 2009

Ainu di Hokkaido parte 2

Riporto fedelmente questo articolo per me interessante:
Quattro settimane prima del vertice G8 in Giappone sull'isola di Hokkaido che è la terra della popolazione indigena degli Ainu, si delinea un primo successo per gli Ainu. Dopo anni di resistenza ora anche i politici di tutte le frazioni del parlamento giapponese si sono espressi a favore del riconoscimento ufficiale degli Ainu come popolazione nativa- riporta l'Associaizone per i popoli minacciati (APM). Entrambe le camere del parlamento intendono approvare entro il 15 giugno una risoluzione con una richiesta in tal senso rivolta al governo giapponese. "L'iniziativa ha buone possibilità di essere accolta visto che è sostenuta da rappresentanti importanti del partito liberal-democratico attualmente al governo" - commenta APM.
"L'inaspettato giro di boa della politica giapponese può anche essere ascritto all'attenzione dell'opinione pubblica mondiale rivolta al Giappone, e in particolare all'isola di Hokkaido, in occasione del prossimo vertice G8" -⭀ continua la nota di APM. Sull'isola al nord del Giappone vivono circa 25.000 Ainu che ora sperano che il riconoscimento li aiuti ad ottenere più diritti, la diminuzione della discriminazione nei loro confronti da parte della nella società giapponese e un miglioramento del loro status sociale. Da decenni gli Ainu lottano per la difesa dei loro diritti territoriali tradizionali e per un adeguato risarcimento per gli espropri subiti. I loro tentativi di ottenere giustizia e far valere i loro diritti tradizionali tramite i tribunali giapponesi finora ha avuto un successo solo limitato.
Gli Ainu fanno parte della parte di popolazione più povera del Giappone. Subiscono forti discriminazioni nella ricerca di lavoro, il 38% è costretto a vivere di assistenza sociale e molti sopravvivono appena grazie a lavori a giornata, come pescatori e contadini. Ormai gli Ainu non possono essere distinti dalla popolazione maggioritaria giapponese per l'aspetto, ma poiché essi continuano ad essere trattati come cittadini inferiori, molti Ainu nascondono la loro identità. Se nel XIX secolo gli Ainu venivano chiamati in modo denigratorio "cani" dal resto della popolazione e le loro donne venivano sfruttate come schiave del sesso dai coloni giapponesi, a tutt'oggi è quasi impossibile per un Ainu sposarsi con un/a giapponese ed entrare a far parte della sua famiglia.
Dal 1869 in poi gli Ainu hanno subito l'assimilazione forzata e solo nel 1991 il governo giapponese ha ammesso in sede di Nazioni Unite che gli Ainu rappresentavano i primi abitanti del Giappone. La legge per il sostegno della cultura degli Ainu del 1997 ha costituito un primo piccolo passo per il riconoscimento almeno dei diritti culturali degli Ainu, ma
manca tuttora il riconoscimento del loro status come popolazione e il riconoscimento dei loro tradizionali diritti alla terra.

L'articolo è tratto da http://unimondo.opencontent.it/ io non ho aggiunto nulla se non la speranza che la sua divulgazione possa essere d'aiuto a far conoscere questa popolazione.

domenica 25 gennaio 2009

Ainu di Hokkaido

Gli Ainu di Hokkaido,una piccolissima popolazione che abitano il Giappone dalla notte dei tempi, rappresenta una cultura che sta scomparendo, sono un vero mistero per
gli etnologi e antropologi.La caratteristica saliente e’ che presenta molti caratteri fisici che non sono giapponesi. Per i lineamenti del volto, la pelosita’ del corpo e la foltezza della barba gli Ainu sono comunemente considerati di razza europoide.Gli ultimi studi scheletrici e di ricerca del DNA, pero'indicano maggiore vicinanza con le popolazioni uraliche della Siberia.Oggi nell'isola di Hokkaido vivono circa 15000 persone che si possono ritenere di origine Ainu ma, pochissime di queste conservano usi e costumi dei loro antenati. A partire dall’ epoca Meiji hanno subito un costante processo di integrazione.E meno ancora parlano l'Ainu, una lingua che per molti aspetti grammaticali si avvicina ai dialetti del sud-est asiatico e dell'Oceania, tanto per rendere ancora piu' difficile risalire alle loro origini.Pero’ la parola ainu Kamui e’ molto simile a kami, il termine con cui I Giapponesi indicano gli dei.E il mistero s’infittisce…






La prima foto e' stata presa dal sito di wikipedia,la seconda da www.japan-guide.com.

mercoledì 21 gennaio 2009

Tokyo Wan Aqua-Line (東京湾アクアライン)

La Aqua-Line Baia di Tokyo o Tokyo Wan Aqua-Line (東京湾アクアライン, Tōkyō-wan Akuarain è sistema complesso formato da un ponte e un tunnel sottomarino.
Collega la sponda di Kawasaki con quella di Chiba per un totale di quasi 15 km.
Il primo tratto è emerso poi si butta sotto terra per riemergere come un serpente qualche km più in là. Nessuna opera costruita in Giappone ha dato luogo a tante polemiche prim e, dopo la costruzione. Prima per l’immenso impatto ambientale sulla baia di Tokyo, di per sé già massicciamente cementificata (quasi il 90% dell’intera baia), dopo per i costi che lievitarono fino a 15 milairdi di euro del 1997, anno della inaugurazione. A molti giapponesi la costruzione apparve come un regalo ai partiti che allora governavano e alle lobby d’affari tra costruttori e politici.
Terminata la costruzione si accorsero che per ripagare i costi, la società di gestione doveva far pagare un pedaggio altissimo, almeno secondo le nostre tasche, ben 50 euro. Con picchi fino a 70 euro. Il risultato fu che poche macchine si infilavano nel tunnel e preferivamo farsi i 100 km in mezzo al traffico.
Oggi il prezzo è sceso a 23 euro, ma potrebbe essere ancora meno,si spera, ma rimane lo spettacolo desolante del vuoto o se vogliamo l’assenza del pieno sperato. Da qui i può vedere su google map.
Anche se è una costruzione con qualche “ombra” rimane pur sempre una grande opera dell’ingegno umano.

lunedì 19 gennaio 2009

Principi del Kendo


La Z.N.K.R. (Federazione Giapponese Kendo ) nel 1976 mise per iscritto "IL CONCETTO DEL KENDO E LO SCOPO DELLA PRATICA DEL KENDO", reperibile anche nei testi di "Kendo foundamentals" pubblicati dalla stessa nel 1994, sintetizzando dei principi validi per tutti, che permettessero a coloro che desiderassero praticare il Kendo, di comprenderlo e di crescere attraverso esso.
IL CONCETTO DEL KENDOIl concetto del Kendo è disciplinare il carattere umano attraverso l'applicazione dei principi della Katana (spada).
LO SCOPO DELLA PRATICA DEL KENDOLo scopo della pratica del Kendo è: - forgiare la mente ed il corpo, - coltivare uno spirito vigoroso, ed attraverso una corretta e rigorosa pratica: - impegnarsi a fondo per migliorare nell'arte del Kendo, - avere grande stima della cortesia umana ed dell'onore, - associarsi agli altri con sincerità, - ed aspirare sempre a conoscere ed a migliorare se stessi. Questo farà sì che ciascuno di noi sarà in grado di: - amare il proprio paese e la società, - contribuire allo sviluppo della cultura, - promuovere pace e prosperità tra tutti i popoli.
Di mio non aggiungo nulla, mi piace solo riflettere su tali principi

giovedì 15 gennaio 2009

Wa contro Yo 和 vS 洋


 和 vS 洋 wa vs yo
Nella meta’ del 1800 il Giappone era “scosso” da notevoli cambiamenti sociali e culturali.L’epoca Meiji diede inizio alla creazione di una forte e moderna nazione cercando di acquisire idee e conoscenze dal mondo occidentale. Nello stesso tempo pero’ non si voleva assolutamete rinunciare alle sue tradizioni, alla sua cultura che, la rendevano, ai suoi stessi occhi, come unica e diversa dal resto delle nazioni.Quindi per conservare una distinzione fra cio’ che era giapponese e quello che non lo era, si inizio’ ad etichettare le parole che caratterizzavano una “cosa” originale giapponese con 和 mentre le “cose” occidentali con 洋.
Riporto una lista di parole che rendono l’idea:
和風 <-->  洋風  stile giapponese  <--> stile occidentale
和室 <-->  洋室 camera giapponese <--> camera occidentale
和紙 <-->  洋紙 carta giapponese <--> carta occidentale
和菓子<-->  洋菓子 dolce giapponese <--> dolce occidentale
和食 <-->  洋食 cucina(tabemono) <--> giapponese cucina occidentale
和服 <-->  洋服  vestito giapponese <--> vestito occidentale
和式 <-->  洋式 stile giapponese <--> stile occidentale

domenica 11 gennaio 2009

Kaiten

KAITEN  回天  rivolgersi al cielo
 
Durante la sera del 29 luglio del 1945 Il capitano di corvetta Hashimoto osserva l’orizzonte e all’improvviso quella che sembrava una nuvola in lontananza sull’orizzonte apparve nella sua dimensione reale: una nave da guerra americana. Dopo una rapida immersione si diresse verso l’unita’ nemica e si porto’ a circa ad un miglio da essa.
La nava non era una nave qualsiasi , si trattava dell’incrociatore Indianapolis di ritorno da una missione importante:aveva portata l’uranio e i pezzi da montare per la bomba atomica da lanciare su Hiroshima. Ma questo, Hashimoto non poteva saperlo. Hashimoto non poteva sapere che tra qualche giorno si sarebbe abbattuta su Hiroshima una pioggia dal colore della morte:il nero*.
La nava avanzava sola senza scorta, non zigzagava era una tanto facile quanto importante.
Diede ordine di armare sei Kaiten (alcune fonti indicano 8). Dopo qualche minuto sei altrettanti giovani marinai erano pronti ad immolarsi contro la nave.
Ecco cosa erano i Kaiten , l’equivalente marino dei più famosi e celebrati kamikaze del cielo.
Non vorrei soffermarmi sulla caratteristiche tecniche** dei Kaiten ma solo sul ricordo delle loro azioni che sono ai più quasi sconosciute. Con questa breve paginata vorrei appunto ricordare questi ragazzi suicidi che infilati dentro uno stretto siluro venivano lanciati fuori da un sommergibile nell’immensità dell’oceano contro una nave, senza possibilità di ritorno. Non furono utilizzati in maniera massiccia come i kamikaze del cielo solo perché lo sviluppo tecnologico*** portò a creare dei Kaiten sufficientemente veloci solo verso la fine della guerra. Però , come è strano, il destino, sono stati loro a affondare la nave che portò la bomba che causò cosi tante sofferenze ai loro connazionali.




*Leggete il libro Kuroi ame (黒い雨) 井伏鱒二
** su wikipedia ci sono i disegni tecnici dei vari kaiten prodotti
*** Lo sviluppo tecnolgico fu portato avanti anche dall’Italia che usando i cosidetti “maiali” 、delle specie di kaiten、 dove il subacqueo ci stava seduto sopra affondo’ nel 1941 due corazzate britanniche nel porto di Alessandria d‘Egitto e nel 1943 ben 14 navi a Gibilterra

mercoledì 7 gennaio 2009

Campione Kendo 2008

Questo ragazzo della foto accanto è il campione giapponese del 56th All Japan Kendo Championship.Ha battuto in finale Wakau (di Hokkaido). E' un poliziotto della prefettura di Kanagawa e si chiama Shodai Kenji go-dan(5° dan) .

Una curiosità: e' il primo kendoka a vincere, dal 1983, il torneo combattendo con la tecnica jodan....un mito.
Sotto il fantastico me con il quale ha vinto.
Grande.


Mio primo post


Ciao
ho deciso oggi di aprire questo blog senza alcuna pretesa se non quella di condividere con amici sensazioni e pareri sul Giappone e sul mondo italo giapponese.
Il nome Kansai è stato scelto perchè è la zona da dove proviene la mia dolce meta.
Mentre aprivo questo blog il pensiero andava ai miei cari amici Gianluca e Kanako
il cui sito lo considero come il migliore nel promuovere la conoscenza tra i due popoli. Ripeto la conoscenza e non la continua e principale ricerca di "fattori negativi".Io sono del parere che nella vita bisogna sempre ricercare le cose che ci uniscono non che ci dividono.
Tore